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Giappone: introdotti tassi negativi per rilanciare l'economia

La Banca del Giappone ha portato il tasso sui conti correnti delle istituzioni finanziarie a -0,1%.

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Giappone: introdotti tassi negativi per rilanciare l'economia

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Una decisione inattesa per risollevare la terza economia mondiale: la Banca del Giappone ha introdotto tassi negativi sui depositi delle istituzioni finanziarie nell’istituto centrale. Si passa da 0,1% a -0,1%.

Point of view

Il rischio maggiore sarebbe l'inizio di un rallentamento come in Cina e nei Paesi in via di sviluppo.

Uno degli obiettivi è il raggiungimento dell’inflazione al 2%, posticipato ancora un volta, alla prima metà dell’anno fiscale 2017. Haruhiko Kuroda non esclude altri tagli.

“In termini di tassi di interesse la Banca del Giappone ha deciso di applicare un tasso negativo, -0,1%”, afferma il governatore del Giappone. “In futuro, se si rivelerà necessario, valuteremo ulteriori riduzioni”.

La Banca del Giappone vuole fermare la spirale deflattiva che dura da 15 anni e che frena i consumi. A dicembre questi ultimi hanno registrato un ulteriore calo, del 4,4% su base annua. Anche la produzione rallenta nell’ultimo mese del 2015: gli imprenditori restano cauti di fronte alla situazione economica incerta in Asia.

“Il rischio maggiore sarebbe l’inizio di un rallentamento come in Cina e nei Paesi in via di sviluppo, e le sue conseguenze sconosciute”, sostiene Kuroda. “Queste condizioni ignote mettono in evidenza l’instabilità della situazione finanziaria nel mondo”.

La Banca del Giappone ha anche mantenuto l’acquisto di titoli per 600 miliardi di euro. L’effetto sulla Borsa di Tokyo è stato un rialzo del 2,8%, mentre lo yen si è deprezzato rispetto a dollaro ed euro.