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Draghi rincuora i mercati, a marzo nuove misure

Monitoraggio attento su Borse, prezzo del petrolio e sulle conseguenze dei suoi tonfi sull'inflazione.

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Draghi rincuora i mercati, a marzo nuove misure

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Con la Fed ormai avviata su una, pur lenta, china restrittiva, il governatore della Banca centrale europea resta l’unico oracolo dei mercati.

E Supermario Draghi non ha deluso le attese. Nulla si è mosso quest’oggi (il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,05%, quello tasso sui depositi bancari al -0,30% e quello sui prestiti marginali allo 0,30%), ma il numero uno dell’Eurotower ha chiarito che la situazione, prezzi del petrolio e tonfi delle Borse compresi, viene monitorata con grande attenzione.

In particolare, per quanto concerne il greggio e le sue ricadute sul livello generale dei prezzi, Draghi ha affermato che la Bce guarda a tre aspetti chiave.

Il primo è la persistenza di questi cambiamenti dei prezzi, ovvero il loro protrarsi nel tempo. Difficile, per il governatore, che possa trattarsi di questione di breve periodo, stando all’esperienza recente.

Il secondo è l’entità. Già decisamente cospicua, dato che, rispetto a dicembre, i prezzi del petrolio sono calati del 40 per cento. Infine si guarda al fondamentale aspetto degli effetti secondari, ovvero se i ribassi sugli idrocarburi si traferiscono ad altri comparti, innescando una spirale ribassista, “che per ora non abbiamo visto ma saremo molto vigili”. Non induce all’ottimismo nemmeno l’andamento dei salari.

“In questo contesto – ha detto durante la conferenza stampa seguita al meeting – la dinamica dell’inflazione nell’area euro continua a essere più debole di quanto atteso. Sarà, dunque, necessario rivedere e, forse, riconsiderare la nostra politica monetaria al prossimo meeting, all’inizio di marzo”.

Per quel periodo sarà disponibile un quadro più chiaro degli effetti sull’infazione del calo del petrolio.

Bce pronta a fornire, dunque, altra liquidità, lanciando il quantitative easing numero tre, mentre non intende chiedere niente al sistema bancario. Draghi ha affermato che “nessun nuovo e inatteso accantonamento o aumento di capitale sarà imposto dalla vigilanza”.

Discorso che vale anche per le banche italiane, “ben patrimonializzate e con un alto livello di garanzie”.