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Corea del Nord, l'incubo "atomica"

Quando Kim Jong-un sale al potere in Corea del Nord dopo la morte del padre Kim Jong Il nel dicembre del 2011, Pyongyang aveva già effettuato due

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Corea del Nord, l'incubo "atomica"

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Quando Kim Jong-un sale al potere in Corea del Nord dopo la morte del padre Kim Jong Il nel dicembre del 2011, Pyongyang aveva già effettuato due test con bombe atomiche a fissione. Il primo nel 2006, il secondo nel 2009. Test che costarono al paese pesanti sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Chiamato il “dittatore bambino”, Kim Jong-un è noto alle cronache per le sue imprese. Comandante supremo dell’esercito e capo del Partito dei Lavoratori di Corea, il giovane leader non smette di sfidare la comunità internazionale portando avanti la tecnologia missilistica di tipo balistico a medio e lungo raggio iniziata nel ’98.

Nel 2012 la Corea del Nord dopo aver annunciato, in accordo con gli Stati Uniti, uno stop del proprio programma nucleare, fa marcia indietro e per festeggiare il presidente lancia il razzo a lunga gittata Unha-3 per la messa in orbita di un satellite. Nonostante le nuove sanzioni dell’Onu, Pyongyang non demorde. Il 12 febbraio 2013 viene effettuato un terzo test nucleare sotterraneo quasi al confine con la Cina, nella zona dove si trova la base di Punggye-ri, provocando un’inusuale attività sismica nell’area circostante. Un “successo” fa sapere Kim Jong-un. “Una provocazione” tuona il presidente americano Obama.

Ma è nel maggio 2015 che il regime nordcoreano sostiene di essere riuscito in un’impresa definita storica: il lancio di un missile balistico da un sottomarino. Una notizia che però non ha mai trovato riscontro. Mentre alcuni esperti sostengono che la Corea del Nord avrebbe diverse testate nucleari, Pyongyang continua a spaventare e a sfidare il mondo intero.