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Attentati Parigi. Testimone chiusa in casa per paura, poi in piazza per manifestare solidarietà

Con lo stato di emergenza scattato su tutto il territorio francese, la prefettura di Parigi ha anche stabilito il divieto formale di assembramento

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Attentati Parigi. Testimone chiusa in casa per paura, poi in piazza per manifestare solidarietà

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Con lo stato di emergenza scattato su tutto il territorio francese, la prefettura di Parigi ha anche stabilito il divieto formale di assembramento per ragioni di sicurezza. Ma la voglia della città di mostrarsi solidale ed unita di fronte alla minaccia criminale ha prevalso ieri, con una grande manifestazione di solidarietà in Place de la Republique.

Laure Benichou risiede a un isolato di distanza dal Bataclan, il caffé concerto nel quale hanno trovato la morte 89 persone. Dopo lo shock seguito agli eventi di venerdì sera, domenica ha deciso di prendere parte alla manifestazione a Republique.

“Venerdì sera eravamo a casa nostra, a Boulevard Beaumarchais” ha detto ai microfoni di euronews. “Abbiamo sentito delle grida, abbiamo sentito dei colpi d’arma da fuoco, avevamo paura, ci hanno detto di non uscire. La polizia puntava le luci per avvertire di allontanarci dalle finestre” racconta. “Sono rimasta due giorni chiusa in casa. Avevo paura di uscire, paura d’uscire con il mio bambino. Ma penso che la sola cosa che possiamo fare è riunirci qui e far vedere che la Francia resta a testa alta, che siamo qui, in piedi e assieme. Resta il dolore per le famiglie delle vittime. Penso a loro. Una mia amica ha perso il suo ragazzo. È un grande dolore, dolore per ciascuna delle vittime, che fossero dei cari o degli sconosciuti. Ma sono sicura che andremo avanti, bisogna che restiamo uniti”.