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Israele-Ue: è scontro sulle etichette, Netanyahu sospende gli incontri europei

L’Europa fa arrabbiare Netanyahu al punto da fargli decidere di sospendere gli appuntamenti in agenda. A far andare su tutte le furie il premier

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Israele-Ue: è scontro sulle etichette, Netanyahu sospende gli incontri europei

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L’Europa fa arrabbiare Netanyahu al punto da fargli decidere di sospendere gli appuntamenti in agenda. A far andare su tutte le furie il premier israeliano è stata la decisione della commissione europea che ha approvato le nuove linee guida per la tranciabilità dei prodotti provenienti dalle colonie ebraiche in Cisgiordania. Ad essere passata è stata la cosiddetta “nota interpretativa” alle linee guida, pubblicate ad aprile 2013, per l’etichettatura all’etichettatura dei prodotti provenienti dalle colonie israeliane nei territori palestinesi occupati da giugno 1967. La nota era stata sollecitata ad aprile 2015 da 16 governi europei.

L’ira di Israele

“La Ue deve vergognarsi”, ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu da Washington. “È una decisione ipocrita e che rivela un doppio atteggiamento: si applica solo ad Israele e non ad 200 conflitti nel mondo”.

“Non siamo disposti ad accettare il fatto che l’Europa contrassegni il lato attaccato da atti terroristici’‘ ha detto inoltre Netanyahu. ‘‘L’economia israeliana è forte e resisterà. Ad essere colpiti saranno proprio i palestinesi che lavorano negli stabilimenti israeliani’‘.

Lo Stato ebraico ha convocato l’ambasciatore a Bruxelles e ha sospeso, come fa sapere un nota del ministero degli Esteri, il dialogo diplomatico in diversi forum programmati per le prossime settimane”.

“Ci rammarichiamo che l’Ue abbia scelto, per ragioni politiche, di compiere un passo così discriminatorio ed eccezionale, ispirato dai movimenti di boicottaggio, specialmente in un momento in cui Israele sta affrontando un’ondata di terrorismo contro i suoi cittadini” aveva a caldo scritto il ministero degli Esteri israeliano.

La misura rischia di avere pesanti ricadute occupazionali su circa 10.000 famiglie palestinesi che traggono reddito da quelle produzioni.

L’Unione Europea risponde

Nel 2014 sono state di circa 13 miliardi di euro le esportazioni da Israele verso l’Europa. Meno dell’1% delle esportazioni riguarda i prodotti sui quali l’Europa intende applicare le etichette per segnalare al consumatore i beni prodotti da aziende israeliane nei territori palestinesi occupati da giugno 1967.

Il provvedimento riguarda soprattutto il settore alimentare.
Restano fuori dalle ‘‘Linee guida” i cibi confezionati e i prodotti industriali, eccetto i cosmetici.

“Una questione tecnica, non una presa di posizione politica”, ha spiegato in conferenza stampa il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ricordando che l’Ue non sostiene “alcuna forma di boicottaggio o di sanzioni contro Israele”.

La decisione della Commissione europea rientra nel principio di armonizzazione normativa europea, le regole in vigore prevedono l’obbligo di indicazione d’origine per il cibo. Nell’etichetta sarà solo aggiunto “insediamento israeliano”.