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Comm. Ue: Eurozona, ripresa moderata. Alzate le stime sull'Italia

Moderatamente positive: si possono riassumere così le prospettive economiche dei Paesi dell’area euro. Temi roventi come le tensioni geopolitiche e

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Comm. Ue: Eurozona, ripresa moderata. Alzate le stime sull'Italia

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Moderatamente positive: si possono riassumere così le prospettive economiche dei Paesi dell’area euro. Temi roventi come le tensioni geopolitiche e il rallentamento dei Paesi emergenti non scompariranno di certo a breve.

Point of view

La ripresa economica c'è e continuerà nei prossimi due anni. Anche se i fattori di questa ripresa saranno lievemente differenti da quelli delle previsioni precedenti

Ma le previsioni autunnali della Commissione Europea delineano una ripresa (per quanto senza scatti) in costante accelerazione. Il Prodotto interno lordo di Eurolandia dovrebbe crescere dell’1,6% quest’anno, con un’espansione dell’1,8% il prossimo e dell’1,9% nel 2017.

“La ripresa economica c‘è e continuerà nei prossimi due anni, anche se i fattori di questa ripresa saranno lievemente differenti da quelli delle previsioni precedenti”. Il riferimento del Commissario all’Economia Pierre Moscovici è, ad esempio, al calo dei prezzi del petrolio, che ha avuto un effetto positivo sul portafogli dei consumatori.

Questo impatto, dice però la Commissione, dovrebbe lentamente svanire allontanando i venti della deflazione e riportando l’aumento dei prezzi al consumo, dallo 0,1% del 2015, all’1% nel 2016 e all’1,6% nel 2017. “La ripresa è tuttora sostenuta da ben noti venti in coda. Tra questi, i prezzi bassi che dovrebbero restare tali anche nel 2016”, dice ancora Moscovici.

“Le condizioni nel mercato del lavoro – aggiunge – stanno migliorando e la disoccupazione, pur rimanendo alta in molti Paesi, continuerà a calare”. Previsto, a riguardo, un miglioramento dall’11% quest’anno al 10,3% nel 2017. Buone notizie anche per l’Italia: nel 2016 dovrebbe scendere all’11,8% mentre la crescita economica viene rivista al rialzo all’1,5%.

Nonostante i prestiti in sofferenza continuino a pesare sui bilanci delle banche, la contrazione del credito è rallentata grazie alla politica monetaria accomodante della Banca centrale europea. La quale ha, tra gli effetti positivi, anche quello di mantenere l’euro debole a tutto vantaggio degli esportatori del blocco euro.