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I muri in Medio Oriente

L’idea di muri divisori e barriere di protezione è un chiodo fisso per Israele. Di un muro di sicurezza per proteggere Stato e cittadini, ne

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I muri in Medio Oriente

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L’idea di muri divisori e barriere di protezione è un chiodo fisso per Israele.

Di un muro di sicurezza per proteggere Stato e cittadini, ne discusse anche il Nobel per la pace, nonché premier israeliano,Yitzhak Rabin.

Nel 2002, il progetto si concretizzò per mano del governo conservatore di Ariel Sharon.

Sharon, malgrado le resistenze iniziali, finì per convincersi e diede il via al progetto che avrebbe blindato la linea verde del 1949 che delimita i territori contesi della Cisgiordania.

Sharon sperava così di mettere un freno a attentati e attacchi kamikaze che solo nella prima metà del 2002 avevano fatto oltre 200 vittime tra gli israeliani.
Tutto questo avveniva sullo sfondo della seconda Intifada, scoppiata nel settembre del 2000.

In oltre 10 anni, il muro è stato costruito per i suoi due terzi: lungo 730 chilometri, il suo costo si aggira intorno ai 2 milioni di euro a chilometro, segue effettivamente il tracciato della linea verde del 1949, penetra però in profondità in Cisgirodania con l’obiettivo di connettere fisicamente a Israele una cinquantina di colonie.

La barriera è una maledizione per 500 mila palestinesi, che di fatto sono costretti a ottenere un permesso per attraversare i posti di blocco.

Come ci confermava qualche tempo fa questa donna, che vive nei pressi di Qalqilya, parte settentrionale della Cisgiordania:

“Non mi lasciano andare a dare acqua al mio campo che è giusto qualche metro più in là. Dobbiamo pagare adesso anche per l’acqua. Non ce la facciamo più. Prima potevamo andare quando volevamo, adesso abbiamo dei limiti”.

Contro la costruzione del muro si è pronunciata l’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2003 e nel 2004 la Corte internazionale di giustizia dell’Aja l’ha dichiarato illegale.