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Naufragio in Libia. Si temono 200 vittime: "E' la rotta della morte"

In molti pare siano rimasti intrappolati nella stiva. A bordo forse più di 400 persone

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Naufragio in Libia. Si temono 200 vittime: "E' la rotta della morte"

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Chi si è salvato la chiama ormai la “rotta della morte”: quel braccio di Mediterraneo tra Libia e Sicilia, che ancora una volta è tornato a inghiottire sogni e vite umane di chi inseguiva soltanto un domani migliore.

Circa 200 la stima azzardata dalle autorità libiche nella tarda serata di giovedì, dopo l’ennesima tragedia del mare. Altrettanti i migranti soccorsi al largo di Zuwara, città al confine con la Tunisia, nota come snodo per gli scafisti, ma a bordo dell’imbarcazione affondata si teme ve ne fossero più del doppio.

Dai centri di detenzione dove sono stati portati, i superstiti offrono alle telecamere storie di gratitudine e di ormai quotidiano orrore.

“La nostra imbarcazione è affondata – racconta uno di loro -. Era in pessime condizioni e in molti hanno perso la vita. Dio benedica la Guardia costiera libica che ci ha salvati. Eravamo stati costretti a imboccare questa rotta, che ormai chiamano la ‘rotta della morte’, la tomba del Meditterraneo”.

Le testimonianze raccolte suggeriscono che in molti siano morti intrappolati nella stiva. Una sorte tristemente simile a quella delle 52 persone, poche ore prima trovate senza vita nella sala macchine di un’imbarcazione che aveva fatto naufragio nel Canale di Sicilia.