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Sì del Parlamento greco al referendum sul piano di salvataggio

Tsipras in aula: "Non ci arrendiamo". Critiche da opposizione e socialdemocratici: "Ci spingerà fuori dall'Euro"

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Sì del Parlamento greco al referendum sul piano di salvataggio

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Via libera del Parlamento greco alla tenuta di un referendum il cinque luglio sul piano di salvataggio proposto dai creditori internazionali. Il premier Alexis Tsipras, che a sorpresa aveva proposto l’iniziativa, prima del voto ha lanciato in aula un appello a pronunciare alla urne un sonoro “no” contro quello che aveva già definito un “ultimatum per umiliare il popolo greco”, che, a suo dire, rischierebbe di aggravare la situazione del mercato del lavoro e di far aumentare le tasse. “Il giorno della verità per i creditori internazionali si avvicina – ha detto Tsipras – vedranno che la Grecia non si arrende e che i giochi non sono ancora fatti”.

Al termine di un dibattito fiume di oltre quattordici ore, segnato anche da momenti di viva tensione, i voti a favore del referendum sono stati 178 e quelli contrari 129. Fra i detrattori dell’iniziativa l’ex premier conservatore Antonis Samaras, che in Parlamento ha sostenuto che il referendum rischia di spingere la Grecia fuori dall’Eurozona. Critico anche il leader del socialdemocratico Pasok, Fofi
Genimatá, che ha accusato il governo di “condurre la Grecia verso una rottura con l’Europa”.

L’Eurogruppo aveva poche ore prima respinto la richiesta di Atene di prolungare il prestito di qualche giorno, per consentirle di attendere l’esito della consultazione. Il suo presidente Jeroen Dijsselbloem ha tuttavia detto che “la porta è aperta ad altre discussioni con la Grecia” e che i Paesi membri dell’Eurozona sono determinati a preservarne la stabilità finanziaria “con tutti gli strumenti possibili”.

Rassicurazioni arrivano anche dal presidente del Consiglio Europeo Donalt Tusk, che ha ribadito la volontà di trattenere la Grecia nella zona euro e detto di essere in contatto con i leader greci per evitare questo scenario.