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Tutti i numeri di Atene per non fallire. Tasse su reddito, yacht e giochi

Quattro mesi di negoziati tra la Grecia e i suoi creditori, mesi difficili e tesi fatti di promesse e passi indientro. Quattro mesi dove la parola

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Tutti i numeri di Atene per non fallire. Tasse su reddito, yacht e giochi

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Quattro mesi di negoziati tra la Grecia e i suoi creditori, mesi difficili e tesi fatti di promesse e passi indientro. Quattro mesi dove la parola “Grexit” ha scosso mercati e governi per i timori di un fallimento con scenari imprevedibili per il futuro dell’euro. Mentre il tempo sta per scadere, lunedi sera Atene ha fatto una nuova proposta, discussa all’Eurogrouppo di Bruxelles: si parla di misure per circa otto miliardi di euro.

Tsipras sarebbe d’accordo con l’obiettivo richiesto di raggiungere un avanzo primario dell’1% del Pil nel 2015 e del 2% nel 2016. L’incremento dei ricavi dovrebbe essere raggiunto anche attraverso nuovi aumenti delle tasse ma non solo. Il governo greco ritiene necessario estendere la tassa di solidarietà a chi guadagna più di 30 mila euro all’anno e alle imprese che registrato utili per più di 500 mila euro.

L’imposta sulle società passerà invece dal 26% al 29% e verrà aumentata l’imposta sui beni di lusso. Aumenteranno le imposte sulla pubblicità televisiva (100 milioni nel 2015 e 2016) e ci saranno nuove imposte su videolotterie e gioco d’azzardo elettronico.

Sulla spinosa questione dell’aumento dell’IVA, il governo ha deciso di applicare l’aliquota più bassa, del 6% per libri e medicinali, invece che l’11% come richiesto dai creditori. Per Ristoranti e elettricità l’imposta resterà al 13%.

Atene sarebbe anche pronta a bloccare i prepensionamenti a partire dal primo gennaio 2016 e ad alzare gradualmente l’età pensionabile a 62 anni, senza contare la decisione di mantenere i sussidi di pensionamento tra i 57 e i 239 euro al mese fino al 2020. Saranno aumentati anche i contributi per l’assistenza sanitaria dei pensionati.

Ulteriori misure, del valore dello 0,5% del Pil nel 2016, includono anche la tassazione delle licenze di telefonia mobile (per le reti 4G e 5G) che dovrebbe generare 350 milioni nel 2016 e tagli al settore della Difesa (200 milioni).

euronews: “E’ la prima volta in cinque mesi che la questione greca sembra davvero vicina a un accordo. Crede si arriverà presto a un accordo equilibrato? Ne parliamo con l’analista polico Janis Emmanouilidis.”

Janis Emmanouilidis: “Il Governo greco ha dovuto accettare alcuni compromessi su molte questioni. Nell’ultima proposta presentata ci sono una serie di misure che non riflettono gli impegni elettorali come l’aumento delle tasse in modo da produrre maggiori entrate nazionali e che vista dall’ottica greca sicuramente non rappresenta quello che il Governo, o che Syriza chiedeva. Si può credere in realtà che queste misure corrispondano più al volere dei creditori. Va però anche detto che le condizioni del negoziato sono difficili e se non ci fosse un compromesso le conseguenze sarebbero ancora peggiori.”

euronews: “Però non c‘è ancora nessun accordo. Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi due giorni?”

Janis Emmanouilidis: “C‘è soltanto una domanda a cui si deve dare una risposta e sulla quale ha spinto anche il FMI, e riguarda la sostenibilità del debito greco. Non so se verrà fissato un livello della sua sostenibilità o se si tornerà a discutere su questo aspetto più tardi, nei mesi a venire. Quello che è certo è che già nel 2012 era stato promesso di valutare e controllare la sostenibilità del debito ellenico”.

euronews: “Christine Lagarde ha detto che c‘è ancora moltissimo lavoro da fare. E’ possibile che il FMI possa essere tirato fuori dal prossimo accordo?”

Janis Emmanouilidis: “Credo che questo sia davvero molto difficile. Se osserviamo quali sono i creditori ad avere un ruolo chiave, come la Germania. Berlino, ma anche altre capitali, vogliono che il Fondo Monetario Internazionale faccia parte dei negoziati. Credo che alla fine il FMI resterà parte delle trattative. Ad ogni modo non credo che questo accordo rappresenti la fine della questione greca. Credo ci sarà altro di cui discutere soprattutto se il Fondo Monetario Internazionale verrà coinvolto.”

euronews: “Il Governo Tsipras ha già fatto diverse concessioni per arrivare a questo accordo. Sarà facile convincere i greci adesso?”

Janis Emmanouilidis: “Questo è il prossimo step. Dopo i negoziati la palla tornerà nel campo greco. Dovranno esserci discussioni interne a Syriza. Poi nel governo e anche con gli indipendenti. Perché c‘è bisogno che l’accordo ottenga la maggioranza in Parlamento per essere approvato. E non sarà una cosa facile. Tsipras per ora ha 12 voti di margine rispetto all’opposizione, ma il punto è se riuscirà a tenerla. Credo che possa farcela, ma non sarà facile.”