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Turchia, probabile blitz nel tribunale

Giudice in ostaggio da questa mattina. I rapitori chiedono la confessione del poliziotto che uccise un ragazzo durante le manifestazioni di Gezi Park.

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Turchia, probabile blitz nel tribunale

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Uditi numerosi spari e due esplosioni nel palazzo di giustizia di Istanbul dove è in corso dalle 13 circa il sequestro di un magistrato da parte di due uomini del gruppo di estrema sinistra Dhkp-C. La direttiva di censura che vige sui media turchi impedisce di avere altre notizie.

Secondo fonti rilanciate dai social media i sequestratori sarebbero stati uccisi, mentre il procuratore Mehmet Selim Kiraz sarebbe rimasto seriamente ferito nel corso di un blitz delle forze speciali, che da ore erano in assetto di intervento nell’edificio. Non c‘è modo, al momento, di verificare tale affermazione.

I sequestratori avevano dato un ultimatum di tre ore, ma alla sua scadenza erano proseguite le trattative tra le autorità turche con i rapitori del magistrato Mehmet Selim Kiraz, che segue le indagini per l’uccisione, nelle manifestazioni di Gezi Park, del giovane Berkin
Elvan.

Il palazzo di giustizia è stato evacuato. Fuori dalle stanze al sesto piano dove il giudice è tenuto in ostaggio, solo i negoziatori e le forze speciali, che circondano anche l’edificio.

I rapitori chiedono la confessione del poliziotto responsabile del lancio del lacrimogeno che colpi alla testa il ragazzo. E pretendono che a giudicarlo sia un tribunale del popolo.

Chiedono, inoltre, che vengano fatte cadere tutte le accuse nei confronti di alcuni dei manifestanti che sono scesi in piazza l’11 marzo, a un anno dalla morte di Elvan, che era rimasto lungamente in coma.

A poco meno di due anni dalle manifestazioni organizzate per salvare il parko di piazza Taksim, quella resta una questione aperta: la repressione delle proteste causò 9 morti e oltre 8 mila feriti.