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Presidenziali in Nigeria, attesa per l'esito del testa a testa Jonathan-Buhari

Gli osservatori parlano di voto sostanzialmente regolare. Ma le proteste da parte di sostenitori dello sfidante non mancano.

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Presidenziali in Nigeria, attesa per l'esito del testa a testa Jonathan-Buhari

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Si fa ancora attendere il risultato finale delle elezioni presidenziali nigeriane, svoltesi tra sabato e domenica.

Ciascuno dei due candidati principali, il capo dello Stato uscente, il cattolico Goodluck Jonathan , e l’ex generale musulmano Muhammadu Buhari, rivendicano le vittorie in alcune aree.

Per evitare il ballottaggio basta che il vincitore abbia ottenuto almeno il 25% dei voti in due terzi dei 36 Stati che compongono il Paese.

Le elezioni si sono svolte in un clima relativamente più tranquillo di quello di quattro anni fa.

Hanna Roberts, vicedirettore della missione dell’Unione Europea ha affermato che “in generale il processo di voto si è caratterizzato per alcuni disordini e ritardi. Anche se le procedure elettorali non sono state seguite del tutto, la missione non ha riscontrato manipolazioni sistematiche”.

Non dappertutto le operazioni sono andate del tutto “lisce”. Buhari, che promette sicurezza, è decisamente più forte nel nord martoriato da Boko Haram. Nella città meridionale di Port Harcourt, però, i suoi sostenitori si lamentano di non aver potuto votare e chiedono l’annullamento delle elezioni.

Oltre a quello del terrorismo di matrice islamica, il Paese pià popoloso dell’Africa (con oltre 170 milioni di abitanti) deve affrontare gravi problemi di corruzione dilagante. La crescita economica è buona, attorno al 7% annuo, ma milioni e milioni provenienti dai proventi petroliferi vengono distolti dal malaffare. Il crollo dei prezzi del greggio, inoltre, mettono in crisi il comparto sul quale si basa gran parte dell’economia nigeriana.