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Il calcestruzzo che si autorimargina

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Il calcestruzzo che si autorimargina

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Julián López Gómez, euronews: “Il calcestruzzo fessurato può rimarginarsi da solo? La risposta dal Belgio e dai Paesi Bassi”. Gli ingegneri di un

Julián López Gómez, euronews: “Il calcestruzzo fessurato può rimarginarsi da solo? La risposta dal Belgio e dai Paesi Bassi”.

Gli ingegneri di un laboratorio di Gent, in Belgio, sono alle prese con quello che sembra comune calcestruzzo. Ma questo materiale ha una particolarità, può rimarginare da solo le proprie crepe grazie a polimeri superassorbenti.

Elke Gruyaert, ingegnere civile dell’università di Gent: “Quando appare una crepa, quando l’acqua entra i polimeri superassorbenti che si trovano all’interno si gonfieranno e colmeranno la falla impedendo l’ingresso di acqua”.

I polimeri vengono incapsulati e aggiunti alla miscela di calcestruzzo. Una volta che questo campione è asciutto, i ricercatori lo spaccano per studiarne le reazioni. Poi analizzano le sue proprietà meccaniche, la sua impermeabilità ai liquidi e la sua resistenza.

Brenda Debbaut, ingegnere industriale dell’università di Gent: “Se la piccola crepa comincia a rimarginarsi immediatamente, allora non c‘è rischio che diventi più ampia. Quindi la struttura complessiva non correrà alcun rischio di crollare. Vogliamo bloccare il problema prima che sia troppo grande”.

Gli scienziati del progetto di ricerca europeo ritengono che questi polimeri elastici possano davvero proteggere strutture soggette a grandi pesi dinamici e meccanici, come ponti o tunnel dove piccole crepe possono portare a processi di corrosione potenzialmente pericolosi.

Nele de Belie, direttrice tecnica del laboratorio Magnel per la ricerca sul calcestruzzo all’università di Gent e coordinatrice del progetto Healcon: “Non è necessario ripristinare completamente la forza del calcestruzzo rimarginato. E’ abbastanza forte così com‘è. Vogliamo ritrovare l’impermeabilità in modo che la sua resistenza resti com’era prima”.

Julián López Gómez, euronews: “E quali altri prodotti inaspettati, naturali in questo caso, aiutano il calcestruzzo a curarsi da solo?”.

All’università Tecnica di Delft nei Paesi Bassi, i ricercatori hanno identificato altri candidati alla cura del calcestruzzo. I batteri.

Henk Jonkers, biologo dell’università Tecnica di Delft: “Si tratta di batteri che abbiamo isolato in luoghi del nostro pianeta che possiedono condizioni simili al calcestruzzo. Una di queste condizioni è l’aspetto roccioso. L’altra condizione è l’alta alcalinità, ossia un PH molto elevato. Questi batteri amano crescere in queste condizioni, non sono patogeni, non sono dannosi per gli essere umani né per l’ambiente”.

Appena appare una piccola crepa, il batterio inserito nel calcestruzzo si mescola con l’acqua fuoriuscita e produce
carbonato di calcio che sigilla la crepa. I ricercatori attualmente stanno testando l’impermeabilità di questo sistema.

Eirini Tziviloglou, ingegnere civile all’università di Delft: “Stiamo cercando di vedere se il liquido può passare attraverso la crepa ricucita. E quanto sia grande la differenza prima e dopo la guarigione”.

Gli scienziati ora puntano ad applicare la ricerca a strutture reali. Affermano che l’impiego di questi “farmaci” per calcestruzzo possa espandersi nei prossimi anni visto che il 70 per cento di gallerie e ponti in Europa è fatto di questo materiale.

Nele de Belie: “Il costo iniziale aumenterà. Ma se si possono ridurre i costi di manutenzione e si è in grado di aumentare la vita delle strutture, alla fine questo calcestruzzo che si autoguarisce diventerà economicamente positivo”.

il progetto di ricerca europeo Healcon