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Siria: "il consiglio di sicurezza Onu ha totalmente fallito"

Il grido d'allarme di 21 ong in un rapporto: più morti, più bombardamenti, più sfollati, nonostante tre risoluzioni nel 2014.

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Siria: "il consiglio di sicurezza Onu ha totalmente fallito"

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La politica del consiglio di sicurezza dell’Onu sulla Siria? Un totale fiasco. L’impietoso giudizio è il risultato di un rapporto diffuso da 21 organizzazioni non governative, tra le quali Oxfam, Save the children, Medici del mondo.

Point of view

La nostra conclusione è che le risoluzioni del consiglio di sicurezza hanno fallito gli obiettivi che si erano prefisse, ovvero quelli di fornire protezione e assistenza alla popolazione siriana

Nonostante tre risoluzioni adottate nel 2014, nulla per la popolazione siriana è migliorato. Anzi. Secondo gli estensori del fascicolo, è andata in maniera opposta.

Lo spiega il consigliere per la Siria dell’Oxfam, Daniel Gorevan, dicendo che “se si guarda tra gli indicatori che abbiamo analizzato, ci sono stati più morti, più bombardamenti, un notevole incremento degli sfollati e un enorme aumento delle persone che necessitano di assistenza umanitaria in Siria”.

I numeri sono impietosi: 76.000 persone uccise nello scorso anno, sulle 220.000 in tutto che si calcola abbiano perso la vita dall’inizio del conflitto.

“La nostra conclusione – chiosa Gorevan – è che le risoluzioni del consiglio di sicurezza hanno fallito gli obiettivi che si erano prefisse, ovvero quelli di fornire protezione e assistenza alla popolazione siriana”.

Calano, inoltre, i fondi disponibili per gli aiuti. Nel 2013 riuscirono a soddisfare il 71% del fabbisogno della popolazione, nel 2014 la quota si è ridotta al 57 per cento.

E impressionano le cifre relative ai bambini: 1 milione e 200 mila hanno trovato rifugio all’estero, oltre 4 milioni hanno bisogno di assistenza sul territorio siriano. In tutto 5,6 milioni, con un incremento del 31% nel 2014 rispetto all’anno precedente.

E la popolazione da aiutare si trovava alla fine dello scorso anno in aree sempre più spesso difficili da raggiungere: 4,8 milioni di eprsone si trovano in queste condizioni, secondo le stesse Nazioni Unite. Quasi il doppio (2,3 milioni in più) di un anno prima.

Sempre meno persone sono state raggiunte da convogli umanitari partiti da Damasco (1,1 milioni nel 2014, contro 2,9 milioni nel 2013) e meno di metà delle richieste è stata accettata dal governo siriano.

Non va molto meglio con l’assistenza proveniente dall’estero. Dei 34 valichi di frontiera, solo 5 sono aperti ai convogli umanitari, 9 hanno accesso ristretto, gli altri sono totalmente chiusi.

Infine, la Siria ormai appare un Paese condannato all’oscurità. In senso letterale, quando cala la luce del sole ne rimangono ben poche, almeno di quelle elettriche. Un’indagine satellitare ha mostrato che l’83% di quelle attive a marzo del 2011 ora non lo sono più. Nella provincia di Aleppo diventa il 97 per cento.

I voti

Il rapporto fornisce anche dei voti su determinate “materie” al consiglio di sicurezza, espressi secondo il sistema americano (da A a F). Il risultato è da bocciatura totale:

- Protezione dei civili: F
– Accesso umanitario e comunità assediate: D
– Contributo internazionale alla risposta umanitaria: F
– Sviluppi politici: F