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Un'associazione per salvare i migranti nel Mediterraneo, lanciata raccolta fondi

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Un'associazione per salvare i migranti nel Mediterraneo, lanciata raccolta fondi

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La responsabilità della infinita strage di migranti nel Mediterraneo è nell’inerzia dell’Europa. Per rispondere all’indifferenza è nato un progetto umanitario per finanziare delle missioni di salvataggio.

La Migrant Offshore Aid Station (MOAS), con sede a Malta, ritiene di aver contribuito a salvare circa 3.000 vite in una missione durata oltre due mesi a bordo della Phoenix, la barca dell’associazione.

La MOAS, fondata dagli imprenditori Christopher e Regina Catrambone, è la prima missione privata al mondo dedita al soccorso dei migranti che attraversano il Mediterraneo e ha lanciato una raccolta fondi con l’obiettivo di proseguire l’attività anche nel 2015.

L’agenzia Onu per i rifugiati ritiene che siano oltre 500 le persone che hanno perso la vita dal 1° novembre 2014, data che segna l’inizio dell’operazione Triton dell’Unione europea e la fine di quella italiana Mare Nostrum. Un passaggio di consegne che ha stabilito anche una riduzione dei costi e dell’attività.

“Penso sia molto importante mettere da parte le discussioni politiche sul salvataggio e cercare di vedere la questione dalla prospettiva di coloro che si sentono obbligati a fare la traversata”, dice a euronews Martin Xuereb, direttore della MOAS.

“L’anno scorso abbiamo salvato famiglie e pensionati che non avrebbero mai lasciato le loro case di Aleppo se avessero potuto scegliere – aggiunge – Le persone partono perché non hanno altra scelta”.

“Quando penso alla perdita di vite umane in mare, non penso mai alle centinaia di migliaia. Mi viene un mente un bambino di otto anni di cui ho visto il volto quando il patologo ha aperto il sacco per cadaveri – ricorda Martin Xuereb – Il suo era un viso d’angelo”.

“Chiediamo di guardare le persone che fanno queste traversate come esseri umani che non desiderano di morire in mare”, conclude il direttore della MOAS.

MOAS punta a essere in grado di operare nel periodo tra aprile e ottobre di quest’anno, quando tradizionalmente il numero delle partenze è più alto.

Xuereb, ex capo della difesa di Malta, spiega di aver raccolto 70.000 euro, ma l’operazione ha un costo di attuazione che può raggiungere la cifra di 500.000 euro al mese.

Christopher e Regina Catrambone hanno fondato l’organizzazione nel 2013, dopo la strage di migranti al largo di Lampedusa.

I due imprenditori di Malta hanno speso 8 milioni di euro per comprare una barca, le attrezzature e finanziare una missione di 60 giorni la scorsa estate.

Christopher Catrambone, aiutato nella missione da sua figlia Maria Luisa, ci racconta: “Quando abbiamo creato MOAS, volevamo essere in mezzo al mare e dimostrare il nostro punto di vista. Abbiamo fatto questo e ora spetta al pubblico intensificare e finanziare progetti come MOAS affinché possano continuare a salvare vite umane”.

“Non vogliamo avere Phoenix (la barca di salvataggio della MOAS) ancorata qui, mentre la gente muore . Vogliamo che la Phoenix sia in mare ad aiutare i migranti ed è su questo che ci stiamo concentrando”.