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La sobrietà al Quirinale: Mattarella, l'uomo che fa rivalutare la prima repubblica

A colloquio con l'editorialista del Corriere della Sera Massimo Franco sulla figura del nuovo presidente.

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La sobrietà al Quirinale: Mattarella, l'uomo che fa rivalutare la prima repubblica

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A 73 anni, Sergio Mattarella è il dodicesimo presidente della Repubblica italiana. Giudice costituzionale, politico per passione, democristiano per storia di famiglia, ha fatto della riservatezza la sua cifra distintiva.

Uno stile che ha confermato dopo la proclamazione dei risultati del voto in Parlamento: “Il pensiero – ha detto – va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. È sufficiente questo”.

Eletto al quarto turno, raccoglie 665 voti, sfiorando il quorum dei due terzi richiesto per le prime tre votazioni. E’ il segnale di una convergenza ampia intorno all’uomo che deve succedere a Giorgio Napolitano, unico presidente rimasto in carica per nove anni.

Il modo attraverso il quale si è arrivati al nome di Mattarella sembra però destinato a lasciare qualche strascico, sia nei rapporti tra gli alleati di governo, sia all’interno di alcuni partiti.

Certo, la sua elezione viene letta come un successo della strategia del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che lo aveva proposto unilateralmente. Ma mette in crisi gli alleati del Nuovo centro destra e scatena una faida interna in Forza Italia. Nel partito di Silvio Berlusconi, infatti, una trentina di elettori sostengono Mattarella, tradendo le direttive di scuderia.

Benché il nuovo capo dello Stato sia considerato un uomo di garanzia, il cavaliere non avrà dimenticato che, nel 1990, Mattarella si dimise dal governo Andreotti per protestare contro la legge Mammì, che legalizzava il monopolio nel settore privato delle reti Mediaset. Un gesto che oggi fa dire a diversi osservatori della politica italiana che il nuovo presidente avrà il coraggio anche di compiere scelte scomode.

Tra i pochi politici della Prima repubblica ad aver rivestito un ruolo di rilievo anche nella Seconda, Mattarella è entrato in politica dopo l’uccisione del fratello Piersanti a opera della mafia, nel 1980.

E poiché i simboli sono importanti, il suo primo atto da presidente è stato recarsi alle Fosse Ardeatine per rendere omaggio alle vittime del nazismo.

Dell’elezione di Sergio Mattarella abbiamo parlato con Massimo Franco, editorialista del Corriere della Sera.

Alfredo Ranavolo, euronews: “Siamo stati abituati, in questi anni, all’interventismo di Napolitano, dovuto anche alla situazione politica generale. Dobbiamo attenderci un cambio di rotta, con Mattarella?”

Massimo Franco, Corriere della Sera: “Dipenderà dalla politica, perché come al solito i presidenti della repubblica in italia. intervengono molto o poco a seconda che la politica faccia o meno il suo mestiere. Se la poltica farà bene il suo mestiere, credo che mattarella interverrà il meno possibile”.

euronews: “L’elezione di Mattarella premia indubbiamente la strategia di Matteo Renzi, capace di dire un nome e portarlo fino in fondo, eleggerlo alla quarta votazione, come si era prefissato. Quanto esce rafforzato il premier da questa operazione?”

Franco: “Indubbiamente molto, perché ha fatto un’operazione che è riuscita a tenere insieme innanzitutto il proprio partito il partito democratico che due anni fa aveva dato una pessima prova. e secondo ha dimostrato di aver potuto mettere un personaggio che è il miglior compromesso possibile in una fase come questa. Quindi credo abbia avuto un doppio merito che gli va riconosciuto”.

euronews: “Un’operazione che ha messo Berlusconi in un angolo. La frattura fra lui e Renzi si sanerà in fretta o può allargarsi?”

Franco: “Berlusconi è un leader in disarmo, non ha molti margini di manovra. Ma io direi di più. L’elezione di Mattarella è la dimostrazione che nel bacino della cosiddetta “seconda Repubblica” non si è riusciti ad attingere per eleggere un degno capo dello Stato. Questo è un fallimento di cui Berlusconi è emblema.

euronews: “Renzi ha voluto un presidente così diverso da lui per carattere e stile. Che rapporto sarà quello tra i due e, più in generale, tra la sobrietà di Mattarella e una politica così spesso sopra le righe?”

Franco: “Io penso che possa far presa su tutta la gente stanca della politica urlata. Questo tratto di sobrietà e di riservatezza, un capo dello stato che comincia andandosene in giro con la panda che è un’auto piccola, in qualche modo fa quasi pensare a una sorta di papa francesco laico. Anche il fatto che vivesse in due stanze alla foresteria della Corte Costituzionale rimanda un po’ alla residenza Santa Marta del pontefice”.

euronews: “Sergio Mattarella viene, appunto, dalla Corte Costituzionale. Da ultimo arbitro delle leggi ne diventa il primo, visto che le dovrà promulgare”.

Franco: “Credo che Mattarella sia stato scelto anche perché è un profondo conoscitore non solo della carta costituzionale ma anche della macchina dello stato. Quindi, in qualche modo la sua scelta è positiva anche per questo, perché spazza via tutte le ipotesi di mettere al Quirinale qualcuno che fosse a digiuno di politica”.

euronews: “È la prima volta al Quirinale di un uomo che ha vissuto così da vicino il dramma della mafia, con l’uccisione del fratello Piersanti. Ciò ha solo un valore simbolico o anche tangibile?

Franco: “Il significato simbolco è forte: Mattarella è un siciliano contro la mafia. Ma è anche un fatto tangibile, perché credo che quella vicenda, quell’episodio tragico abbia segnato pesantemente Sergio Mattarella e in fondo è stato l’episodio che l’ha spinto a fare politica al posto del fratello. E secondo i principi che erano del fratello”.