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Sopravvissuti e genitori straziati. Peshawar dà voce a sgomento e dolore

Mentre il Pakistan piange e si indigna per il massacro dei bambini di Peshawar, dalla scuola degli orrori arrivano le testimonianze dei

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Sopravvissuti e genitori straziati. Peshawar dà voce a sgomento e dolore

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Mentre il Pakistan piange e si indigna per il massacro dei bambini di Peshawar, dalla scuola degli orrori arrivano le testimonianze dei sopravvissuti.

Ahmed si è salvato per miracolo. “Sparavano da quella parte – racconta tornando sui luoghi del massacro -. Io sono riuscito a scappare da quella porta sulla destra. I miei compagni che erano qui… Molti sono rimasti pietrificati … Quelli che erano seduti sono rimasti intrappolati nella calca. C’era gente che urlava, spingeva… Tantissimi miei compagni erano a terra colpiti, chiamavano aiuto… Qui ci sono ancora le loro scarpe… Nessuno si preoccupava più delle proprie cose. Chi ha potuto ha lasciato tutto e si è messo in salvo”.

In molti non hanno però avuto la fortuna di Ahmed. Più di centotrenta quelli che le famiglie ora piangono sulle loro tombe. Tra loro c‘è anche Hafeez: figlio di una professoressa della scuola di Peshawar, che la madre si è trovata a identificare quasi per caso.

“Quando sono entrata all’ospedale, c’erano già diversi miei colleghi – racconta Andleeb con la voce rotta dal piano -. I medici mi hanno chiesto di seguirli in una stanza per identificare le vittime. Non erano al corrente della situazione e neanch’io sapevo che tra loro c’era mio figlio, lo stavo ancora cercando…”.

Come tante altre madri di famiglia pachistane, Andleeb dice ora di vivere un incubo. Ma nelle sue preghiere continua a evocare la speranza di svegliarsi un giorno in un Paese migliore.