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Monica Frassoni: gli interessi polacchi e britannici hanno frenato le ambizioni europee sul clima

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Di Margherita Sforza
Monica Frassoni: gli interessi polacchi e britannici hanno frenato le ambizioni europee sul clima

<p>Il ministro dell’ambiente francese, socialista, Ségolène Royal, lo ha definito un accordo visionario, ma per Monica Frassoni, co-Presidente del Partito Verde Europeo e coordinatrice di Green Italia, l’accordo raggiunto al vertice europeo sul clima di fine mese è un’“occasione persa”. </p> <p>Entro il 2030 i capi di stato e di governo europei si sono impegnati a ridurre le emissioni responsabili dell’effetto serra almeno del 40%, di aumentare di almeno il 27% la quota di energie rinnovabili nel mix energetico europeo, e di incrementare di almeno il 27% l’‘efficienza energetica. </p> <p>Margherita Sforza, euronews: Lei è molto critica rispetto a questo accordo raggiunto faticosamente in piena crisi economica, perché? </p> <p><img src="https://static.euronews.com/articles/286390/600x674_2810-greens-Frassoni-italy.jpg"></p> <p>Monica Frassoni, Co-presidente del Partito Verde Europeo: <br /> “Si tratta di target minimi, facilmente raggiungibili come “business as usual”. Per quanto riguarda le rinnovabili si tratta di un obiettivo vincolante solo a livello europeo ma non nazionale e quindi alcuni stati come la Germania faranno di piu’, altri come la Slovacchia saranno liberi di investire meno. Con l’attuale direttiva sulle rinnovabili si è già raggiunto l’obiettivo definito per il 2020. Con il target blando definito da questo vertice per il 2030 si rischia di non incentivare gli investimenti nel settore. I verdi chiedono da sempre obiettivi vincolanti nazionali per arrivare al 45% di rinnovabili entro il 2030. <br /> Stesso discorso per quanto riguarda l’efficienza energetica: un obiettivo non vincolante ma solo “indicativo” fissato al 27% significa di fatto restare agli stessi livelli di consumo energetico rispetto al 2020. <br /> L’unica cosa positiva da notare è che l’aggettivo “almeno” fà pensare che questi obiettivi possano essere rivisti e migliorati. </p> <p>Margherita Sforza, euronews: Quanto hanno pesato le reticenze di Gran Bretagna e Polonia? </p> <p>Monica Frassoni, Co-presidente del Partito Verde Europeo: <br /> Gli interessi di politica nazionale sono stati predominanti in questo vertice. Il premier Cameron, che teme di perdere consenso elettorale a favore degli euroscettici dell’Ukip, ha voluto mostrare di non cedere alle pressioni europee. <br /> Il nuovo premier polacco Ewa Kopacz ha il suo bacino elettorale nelle miniere polacche. La Polonia dipende al 90% dalle sue miniere di carbone ed ha ottenuto un pacchetto di compensazioni che l’aiuteranno a modernizzare il proprio sistema energetico. Hanno vinto le lobby dei combustibili fossili e del nucleare. </p> <p>Margherita Sforza, euronews: “Come si presenterà l’Europa al prossimo vertice Onu sul clima di Parigi nel 2015?”</p> <p>Monica Frassoni, Co-presidente del Partito Verde Europeo: <br /> “l vertice Onu di Parigi dovrà continuare il lavoro non terminato a Copenaghen nella lotta al cambiamento climatico. Ma nessuno ci dice che da questo summit uscirà un accordo vincolante per tuti i paesi partecipanti. <br /> L’Europa tuttavia non è piu’ sola nella lotta al riscaldamento globale. I maggiori investimenti sulle energie rinnovabili attualmente sono in Cina e negli Stati Uniti. Ma l’Unione europea dovrebbe agire ancora come leader politico e dare l’esempio con obiettivi vincolanti ambiziosi. Non è cosi’ alla luce di quest’ultimo accordo raggiunto al vertice europeo. “</p>