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Usa: salario minimo, lavoratori fast food pronti a disobbedienza civile

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Usa: salario minimo, lavoratori fast food pronti a disobbedienza civile

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Negli Stati Uniti, giovedì sarà molto difficile trovare un fast food aperto. Oltreoceano monta la protesta per ottenere l’aumento del salario minimo. In più di 150 città andrà di nuovo in scena lo sciopero generale dei lavoratori dei fast food, che stavolta minacciano di attuare forme di disobbedienza civile, alzando così il livello della tensione.


Al loro fianco, giovedì, in tutti gli Stati Uniti ci saranno migliaia di altri lavoratori ‘sottopagati’, come colf e badanti, che sfileranno al grido di ‘Fight For 15’, per rivendicare il diritto ad avere una paga minima che sia almeno di 15 dollari l’ora.


“Siamo pronti a farci arrestare pur di accendere i riflettori sulle nostre ragioni”, spiegano gli organizzatori, che comunque assicurano come le forme di protesta saranno ‘non violente’.

E dalla loro parte è tornato a schierarsi anche il presidente Barack Obama, che nel giorno del Labor Day è andato all’attacco del Congresso, dei repubblicani e delle aziende che frenano su una misura che non solo regalerebbe una boccata d’ossigeno a milioni di persone e famiglie in difficoltà ma – insite la Casa Bianca – contribuirebbe a rafforzare un’economia già in netta ripresa.

La proposta presentata da Obama a Capitol Hill – sintetizzata dallo slogan ‘Ten,Ten’ – è quella di portare il salario minimo a 10,10 dollari l’ora dagli attuali 7,25 dollari. Meno dei 15 dollari chiesti dai dipendenti di McDonald’s, Burger King, Wendy’s e di tutte le altre più famose catene di fast food ‘made in Usa’. Ma comunque un punto di partenza che migliorerebbe le condizioni di chi fa i lavori più umili.

“Non si chiede la luna, ma una paga dignitosa per milioni di americani”, ha affermato Obama, deciso a rilanciare la battaglia in vista delle elezioni di metà mandato in programma a novembre, quelle in cui verranno rinnovati la Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato. Con i democratici che faranno dell’aumento del salario minimo un punto centrale della fase finale della loro campagna elettorale. Ma i repubblicani sono pronti a rispondere all’offensiva attaccando sull’Obamacare.


Quello che il presidente chiede con forza è di estendere a tutti l’aumento a 10,10 dollari da lui deciso con decreto per tutti coloro che lavorano con le aziende che hanno un contratto col governo federale.


Obama – intervenuto alla Laborfest di Millwaukee, in Wisconsin – ha quindi ribadito che userà ancora tutti i suoi poteri esecutivi per decretare su quelle materie sociali e nel campo del lavoro che non riescono a trovare una soluzione in Congresso. Quindi l’ennesimo appello ai repubblicani in Congresso: “Non fischiate, votate! È troppo facile fischiare. Votate!”.