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Russia-Cina, verso un'alleanza contro l'Occidente

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Russia-Cina, verso un'alleanza contro l'Occidente

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Mosca e Pechino sono vicini a un accordo di portata storica: la fornitura di gas naturale da parte della Russia.

La firma è ostacolata solo da divergenze di prezzo.
Le trattative si svolgono a Shanghai, dove si sono incontrati il capo di stato russo e la controparte cinese.

Dal 2018, Mosca prevede di inviare 38 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno in Cina.
Un paese con un crescente consumo di energia.

Questo è uno degli accordi più importanti sul tavolo a causa della pressione derivante dalle sanzioni imposte dalla crisi in Ucraina, ma non è l’unico.
Altri settori in primo piano sono cooperazione militare e sviluppo di progetti infrastrutturali.

La visita di Vladimir Putin in Cina è la prima di due programmate per il 2014.
Le relazioni tra Russia e Europa e Stati Uniti attraversano il peggiore momento degli ultimi 25 anni, e l’obiettivo dichiarato di Mosca è creare un asse privilegiato con Pechino, anti-occidente.

Riuscirà nell’intento? Ne parliamo Fiodor Loukianov , caporedattore della rivista “Russia in Global Affairs”

- Quali sono le possibilità di Mosca di riuscire?

“Prima di tutto, nessuno parla ufficialmente di alleanza contro l’Occidente. Parola non pronunciata né da Mosca né da Pechino.
Si sottolinea che quasta fase di relazioni più strette non è anti-Occidente e anzi non ha niente a che vedere con l’Occidente.
Due Paesi, anche se sono i due attori principali dell’area Asia Pacifico, stanno unendo le proprie forze.
E penso la componente anti Occidentale non sia fondamentale.
Soprattutto per la Cina, che nelle discussioni tra Russia e Occidente non vuole metterci becco.
Almeno non ufficialmente.
In Russia, si parla da tempo di avvicinamento alla Cina, ma solo adesso, viste anche le nuove condizioni, potrebbe diventare realtà.
E il fatto che Mosca stia finalmente guardando verso l’Asia che è in crescita non è solo cosa giusta, ma è l’unica alternativa”.

- Credi veramente che anche a Mosca non ci sia un fattore anti Occidente che spinga in questa direzione?

“Non c‘è un movente anti Occidente, ma una causa anti Occidente.
Andiamo verso una situazione tra Russia e Stati Uniti che alcuni analisti definiscono seconda guerra fredda.
Gli Stati Uniti hanno dimostrato chiaramente che hanno gli strumenti per avere un impatto sulla Russia, economicamente in primo luogo, possono infatti tagliar fuori la Russia dai mercati economici e finanziari globali. In una situazione come questa, la Russia deve cercare alternative”.

- Potrebbe diventare quest’alleanza voluta da Cremlino, un patto maledetto. Potrebbe alla fine Mosca diventare il partner minoritario e debole di quest’unione?

“La Cina sente aumentare la pressione americana nel Pacifico. E cerca di rafforzare la propria posizione con un’alleanza come quella con la Russia.
Economicamente parlando, la Russia è decisamente pìù piccola della della Cina e bisogna stare attenti a non diventarne completamente dipendenti
Penso che Mosca, come spesso fa, cercherà di compensare le sue debolezze economiche con la sua attività politica e il suo status politico più elevato.
perché su questo punto, la Cina non eguaglia ancora la Russia. Non ho dubbi che il Cremlino farà di tutto per moltiplicare i propri contatti in Asia”.

- L’Unione europea e gli Stati Uniti potrebbero ostacolare quest’avvicinamento?”.

“Non credo che abbiano questa capacità. E d’altra parte, perché dovrebbero farlo? Quali ragioni avrebbero per interferire nell’avvicinamento di due Paesi vicini che hanno una storia di relazioni alle spalle.
Ma ancora, Stati Uniti e Europa con le loro politiche di sanzioni incoraggiano questa alleanza.
Le politiche che adottano spingono la Russia verso Oriente”.