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Ivanovka: la casa dei Molocani

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Ivanovka: la casa dei Molocani

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Le prime case di Ivanovka risalgono al 1834. Qui vennero a vivere i Molocani, una setta religiosa cristiana sorta in Russia nella seconda metà del sedicesimo secolo, all’epoca di Ivan il Terribile. I molocani furono scacciati dalla Russia perché rifiutavano di obbedire alle regole della Chiesa Ortodossa.

Ivanovka è un villaggio ben noto in Azerbaijan. Qui la lingua ufficiale è l’azero ma tutti parlano russo. E a ogni bambino viene insegnata la storia dei loro antenati. Caterina II di Russia, conosciuta
come Caterina la Grande, li esiliò. Dopo aver vagato per anni arrivarono qui.

“Non accettavano – spiega Matvei Ermolov, 86enne, residente di Ivanovka – l’idea delle icone. Pregavano rivolgendosi direttamente a Dio. Caterina ordinò che i Molocani venissero scacciati dalla Russia. Iniziò tutto così. E si installarono in luoghi diversi”

Niente icone, candele, decorazioni o sacerdoti. Questa è la casa in cui i molocani di Ivanovka pregano. Solitamente è impossibile riprendere la cerimonia, ma alle telecamere di euronews è stato concesso un permesso speciale. Sono gli anziani a tutelare la vita religiosa del villaggio.

“Gli anziani siedono al centro. E se c‘è una questione da risolvere, gli uomini dopo la cerimonia, si fermano e cercano di trovare una soluzione al problema”.

Quasi tutte le case di Ivanovka sono dotate di una stufa che riprende il vecchio stile russo e che viene accesa durante le occasioni speciali.

Oggi è il compleanno di Valentina. Per festeggiare ha cucinato il piatto tradizionale dei molocani: i ‘lapsha’, una sorta di noodles: “Per Pasqua, un matrimonio o perfino per un funerale – ci spiega – i lapsha sono d’obbligo. Senza di loro non c‘è vera festa”.

Ivanovka è l’unico paese dell’Azerbaijan che funziona come un Kolchoz, una cooperativa agricola. Le autorità locali consentono ai contadini di lavorare insieme, come ai tempi dell’Unione Sovietica.
L’economia non è fiorente ma i residenti non riescono a immaginare
di dividere e privatizzare la terra.

Ivan Novoseltsev ha lavorato in un Kolchoz per tutta la sua vita. Una volta in pensione si è dato all’apicoltura: “Tutta la terra che vedete appartiene a Ivanovka. Quando i nostri padri vennero qui c’erano alberi ovunque. Loro ne sradicarono una parte a mani nude. Quello che vedete è frutto del lavoro dei nostri avi”.

Ivanovka accoglie anche stranieri. John è inglese. Arrivò qui di passaggio ma decise di restarci per sempre. Con sua moglie Tatiana
ha aperto una pensione che funziona soprattutto durante la stagione turistica. La cucina offre piatti preparati con prodotti a chilometro zero.

“Qui – ci racconta John Howarth – spesso arrivano persone, provenienti dall’Europa o dall’Est, che percorrono la via della seta. Passano da Ivanovka e si fermano da noi. Per cui abbiamo a che fare con gente di tutte le nazionalità”.

Anastasia and Vasili Koylovtsev sono i vicini di casa di John e Tatiana. Una volta entrati nella loro casa si ha l’impressione di fare un salto indietro nel tempo: “Questo è il mio corredo da sposa – di mostra la signora – ci siamo sposati nel 1955. Contiene la mia dote. Avevo diciassette anni quando realizzai questo ricamo e poi mi sposai”.

Anastasia and Vasili hanno festeggiato 58 anni di matrimonio. La loro speranza è che Ivanovka non cambi.

Galina Polonskaya, euronews: “Poco distante da qui c‘è un altro villaggio, altrettanto unico. Come ivanovka, è famoso per la sua ospitalità. Lì vivono gli Udi, una delle popolazioni più antiche del Caucaso. I loro antenati vennero menzionati da Erodoto. Ma come vivono oggi gli Udi? Lo scopriremo nella prossima puntata di Azeri Life”.