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Sochi: Russia supera l'esame sicurezza

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Sochi: Russia supera l'esame sicurezza

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Le Olimpiadi invernali si sono appena chiuse ed è tempo di primi bilanci. La questione sicurezza era tra i temi più dibattuti alla vigilia dei Giochi: per due settimane Sochi è stata blindata per il timore di attacchi terroristici e il governo russo ha impiegato più di 40mila uomini per garantire la sicurezza di atleti e turisti. Clima a parte, si può dire che l’esame è stato superato a pieni voti.

Andrei Belkevitch, euronews:

“Da Sochi è collegato con noi il conduttore del canale Russia 24, Dmitry Schugorev.
Dmitry, Lei è stato presente a Sochi per tutte queste due settimane. Prima dei Giochi, c’erano molti timori e critiche sul livello di organizzazione delle competizioni, si temeva che non tutto fosse pronto. C’era motivo di preoccuparsi?”

Dmitry Schugorev, Russia 24:

“Dipende da ciò che intendiamo per timori, bisogna distinguere tra timori e fobie. C‘è una grande differenza.
Per quanto concerne l’organizzazione dei Giochi, direi che c‘è stata una fobia ingiustificata. Gli atleti che sono venuti a Sochi e hanno partecipato alle competizioni hanno dimenticato presto queste fobie e questi timori.
Per quanto riguarda le strutture olimpiche costruite per l’occasione e il livello di queste Olimpiadi, noi giornalisti lo abbiamo potuto osservare e ne abbiamo parlato anche con gli atleti e i tifosi e ci sono stati solo ritorni positivi.
Sicuramente alcuni hanno vinto medaglie, altri no. È la legge dello sport ad alto livello; ci sono sempre dei vincenti e dei perdenti. Ma per quanto riguarda l’organizzazione, io, come giornalista, ho avuto a disposizione tutti i confort per lavorare.
E gli atleti che alloggiavano al villaggio olimpico e partecipavano alle competizioni, così come i tifosi riuniti in queste strutture sportive, hanno usufruito delle condizioni migliori, per quanto ho potuto vedere.”

euronews:

“La sicurezza è un tema di cui si è parlato molto prima dei Giochi, soprattutto dopo gli attentati a Volgograd. Si è sentita una minaccia aleggiare su Sochi?
Sochi somigliava a una trincea? Questo ha creato problemi agli atleti, agli abitanti di Sochi, ai giornalisti?”

Dmitry Schugorev:

“I Giochi si accompagnano sempre a misure di sicurezza draconiane. Ci sono sempre sistemi di lascia-passare molto rigidi. E questo influisce sempre sulla vita delle città in cui si tengono i Giochi.
Naturalmente, c’era un sistema rigido di identificazione, ognuno aveva un badge, c’erano dei lasciapassare specifici in ogni sede dei Giochi. Sono così le Olimpiadi.
Ma per quanto riguarda la sicurezza, credo che gli atleti e i giornalisti si siano sentiti assolutamente al sicuro.
Non ho sentito dire nemmeno una volta da chiunque abbia avuto qualsiasi tipo di timore, che ci sia stata una mancanza nel sistema di sicurezza.
Le strutture, il villaggio olimpico, i luoghi in cui alloggiavano i giornalisti, i volontari, tutto era fatto per assicurare il livello di sicurezza promesso prima dei Giochi.”

euronews:

“Se dovesse riassumere tutto ciò che ha visto a Sochi? Qual è un’immagine che la distingue rispetto alle precedenti Olimpiadi?”

Dmitry Schugorev:

“Il marchio di questi Giochi, è quell’anello che non si è aperto. Ecco un bel simbolo di ciò che differenzia questi Giochi dagli altri, è ciò che dà loro un marchio simpatico.
Ciò che caratterizza questi Giochi rispetto agli altri è sicuramente il luogo in cui si sono svolte queste Olimpiadi. Lo abbiamo detto più volte: qui c‘è un accesso diretto al mare e la montagna è vicina e si poteva arrivare all’uno e all’altra velocemente e senza problemi.”