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Kiev chiama Bruxelles. L'incognita russa sulla via della UE

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Kiev chiama Bruxelles. L'incognita russa sulla via della UE

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Kiev cerca di smarcarsi da Mosca per avvicinarsi a Bruxelles.

Corteggiata e minacciata dalla Russia, che vorrebbe aderisse all’Unione doganale con Bielorussia e Kazakstan, l’Ucraina prova invece a guardare all’Europa.

Unanime il consenso con cui appena qualche giorno fa il governo ha approvato un progetto di associazione all’Unione, che dopo l’attesa firma a novembre a Vilnius, potrebbe avviare l’Ucraina verso una futura adesione.

Principale ostacolo al via libera europeo è lo spinoso dossier di Yulia Tymoshenko: ex eroina della rivoluzione arancione, ora considerata un’emblema della “giustizia selettiva” che Bruxelles rimprovera a Kiev.

Per saperne di più su luci, ombre e prospettive di questo percorso ad ostacoli, euronews ha incontrato Aleksander Kwasniewski: ex presidente polacco, oggi inviato del Parlamento Europeo in Ucraina.

Giovanni Magi, euronews
“L’Ucraina soddisfa i tre requisiti richiesti per l’associazione all’Unione Europea in materia di giustizia selettiva, riforme elettorali e della giustizia?”.

Aleksander Kwasniewski, inviato del Parlamento Europeo in Ucraina
“La speranza è che ce ne sia ancora la possibilità prima del summit di Vilnius, alla fine di novembre. Su alcuni piani riscontro progressi sostanziali. Soprattutto se pensiamo alla riforma della legge
elettorale o a quella della giustizia. Abbiamo invece ancora qualche problema sul fronte della giustizia selettiva, come per il caso della signora Tymoshenko, che è molto complesso da diversi punti di vista: legale, politico e anche psicologico”.

euronews
“Se Yulia Tymoshenko non verrà rilasciata prima del summit di Vilnius, la firma dell’accordo di rischierà di saltare?”.

Aleksander Kwasniewski
“Credo che sia troppo presto per riflettere su un simile scenario. Per me si tratta poi di una questione particolarmente spinosa, perché sono parte attiva del processo, in quanto membro della missione speciale del Parlamento Europeo. Credo che dovremo far ricorso a tutti gli argomenti che abbiamo a disposizione. Dovremo ottimizzare i tempi e fare tutti gli sforzi possibili per arrivare a una soluzione”.

euronews
“Che tipo di reazione dobbiamo attenderci dalla Russia, di fronte a un possibile accordo di associazione fra Ucraina ed Unione Europea?”.

Aleksander Kwasniewski
“L’Ucraina si trova ora in una posizione molto complessa, perché le pressioni della Russia sono incredibili, davvero incredibili. Mosca preme moltissimo e ricorre a tutti i mezzi possibili: blocco commerciale, pressioni sugli oligarchi ucraini, propaganda mediatica in favore dell’unione doganale… Mi sento però di prevedere che se a Vilnius firmeremo l’accordo di associazione, la Russia finirà poi per cambiare atteggiamento. La politica della pressione è infatti sbagliata e i suoi risultati del tutto controproducenti. Proprio in seguito al blocco commerciale russo, il numero dei sostenitori dell’Unione Europea è oggi cresciuto anche tra i russofoni”.

euronews
“Di recente lei ha detto che un ulteriore allargamento è un’opportunità per l’Europa. Ritiene che parlare di allargamento sia realistico in questo momento?”.

Aleksander Kwasniewski
“Parlare di allargamento oggi non è certo molto di moda. Ma non solo è realistico. E’ anche un processo di cui abbiamo bisogno. L’Europa non può dire a paesi europei come l’Ucraina, la Serbia o altri, che pure se soddisferanno tutti gli standard richiesti non entreranno comunque a far parte dell’Unione. Non parlo ovviamente di un’adesione domani, né di un ingresso nell’Eurozona fra una settimana o tantomeno di importanti fondi per il mese prossimo. Quello di cui parlo è piuttosto un processo che dobbiamo avviare”.