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Airbus-Boeing, la guerra continua


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Airbus-Boeing, la guerra continua

Il 2012 per Airbus è stato “una grande annata”, sia in termini di consegne che di ordini, anche se dopo 10 anni di incontrastato dominio dei cieli, per la prima volta, ha dovuto passare lo scettro all’arci rivale americano Boeing.

Non accadeva dal 2002, quando il gruppo europeo, che fa capo ai franco-tedeschi di EADS, aveva strappato la leadership storica del colosso americano.Che adesso si prende la rivincita e torna in vetta almeno fino al 2015.

La notizia è da una parte rassicurante perché dice che nei cieli la crisi non è mai arrivata: gli ordini sono aumentati e la produzione di aerei è destinata a crescere.

Ma restare in quota, in un settore importante come quello aeronautico, è sempre più difficile.

I numeri sono implacabili e dicono che nel 2012 l’europea Airbus ha registrato ordini per 833 aerei, al netto delle opzioni, mentre Boeing ha risposto con quasi il doppio: 1203 velivoli.

Un anno prima, con 1419 aerei erano stati gli europei a mettere all’angolo gli americani che si erano fermati a poco piu’ di 800 ordini.

Scaramucce di un’infinita guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti per difendere senza esclusione di colpi le quote del ricco mercato dell’aviazione civile in un momento in cui persino il sorpasso della Boeing potrebbe risultare “sporcato” dai problemi di sicurezza rilevati in tutto il mondo sul suo modello di punta, il 787: bloccato a terra sulle piste degli aeroporti di mezzo mondo per un probabile quanto banale difetto alle batterie di alimentazione dei circuiti di emergenza.

“Non sarà una batteria difettosa sul 787 a far perdere a Boeing lo scettro di primo costruttore aereo al mondo, dice questo analista aeronautico.Boeing ha già ordini record in portafoglio per i prossimi 2 anni.”

La partita Airbus-Boeing andrà avanti ancora per molto e non solo nei cieli di tutto il mondo ma anche nelle stanze di molti governi europei, tedesco e francese in prima linea, e soprattutto di di Washington.

Gli americani sono scatenati, anche perché hanno dovuto subire un bell’affronto: l’apertura nel loro territorio di un impianto industriale Airbus, in Alabama, dove dal 2015 decolleranno gli attesissimi A350.

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