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Airbus punta sull'Asia per tornare a volare più in alto di Boeing

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Airbus punta sull'Asia per tornare a volare più in alto di Boeing

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Euronews ha incontrato Fabrice Bregier, amministratore delegato di Airbus, capo del gruppo di Tolosa, per commentare i risultati del 2012 del costruttore aeronautico europeo appartenente a EADS.

Prima di parlare dei buoni risultati del 2012 di Airbus potremmo ipotizzare che la serie di incidenti di cui è vittima il 787 Dreamliner del vostro rivale Boeing sia una buona cosa per Airbus. Ma è veramente così?

“No, non è una buona cosa. E quando c‘è in ballo la sicurezza dei voli l’insieme della comunità è molto solidale. Per cui desidero prima di tutto che Boeing possa far tornare a volare presto il 787. Quello che bisogna capire è che l’industria aeronautica è organizzata in maniera tale da avere delle agenzie che verificano la sicurezza dei nostri aerei ed è per questo che sono i mezzi di trasporto più sicuri al mondo. Che si tratti di Boeing o di Airbus”.

I buoni risultati del 2012 di Airbus non hanno impedito a Boeing di superarvi nettamente in termini di ordini e consegne. Il vostro rivale americano ha messo fine ad una leadership che durava da molti anni. Quale lezione ne può trarre Airbus?

“La lezione è che abbiamo avuto un 2012 molto buono, migliore rispetto alle nostre previsioni: abbiamo aumentato le forniture del 10% e abbiamo consegnato 588 aerei. Per cui, quando dite che siamo molto indietro rispetto a Boeing, è falso. Restiamo il leader in questo mercato, tanto nella domanda – con poco meno di 4.700 aerei ordinati, sette anni di produzione – quanto nel ritmo delle forniture: anno dopo anno continuiamo ad aumentare le consegne ai nostri clienti”.

Il rallentamento dell’economia mondiale potrebbe avere un impatto sullo stato di salute finanziario di Airbus?

“Un punto molto importante per noi è che abbiamo una portafoglio ordini che è ripartito tra le varie regioni del mondo e, in particolare, se guardiamo la Cina, se guardiamo l’Asia, sono quelle le nostre zone di crescita più forte. Dunque non siamo dipendenti dalla crescita di una sola zona come l’Europa o gli Stati Uniti. Dipendiamo in realtà dalla crescita mondiale ma questa crescita è arrivata, e quindi penso che le cifre che ho annunciato siano delle cifre sicure. E che non avremo brutte sorprese per il 2013”.

Tredici anni dopo il lancio, l’A380 conta solo 257 ordini evasi: per quando vi aspettate la fine dei problemi di crepe apparse sulle ali dell’A380 e il decollo delle vendite del velivolo?

“Innanzitutto, i problemi di microfessure che avevamo trovato su dei velivoli in servizio all’inizio del 2012 sono stati risolti. Abbiamo trovato le cause, abbiamo sviluppato le soluzioni e quindi i 100 apparecchi attualmente in mano alle compagnie aeree saranno progressivamente riparati entro la fine del 2014. Tutto questo è coerente, quindi, con quanto annunciato ai nostri clienti. Per cui, il problema è assolutamente alle nostre spalle. In secondo luogo, è vero che attualmente i trend
di mercato sono un po’ più deboli per i grossi velivoli, ma in ultima analisi abbiamo nell’A380 una vera testa di ponte, perché la congestione del traffico aereo e le dimensioni degli aeroporti sono tali che ci sarà bisogno di grossi aerei come lui”.

Vi augurate di tornare a superare Boeing l’anno prossimo? Oppure questo non vi impedirà di dormire la notte?

“La cosa non mi ha mai impedito di dormire la notte, dato che sento che facciamo progressi, che siamo sulla via per il successo, che abbiamo dei nuovi piani e che miglioriamo, a poco a poco, la nostra capacità di generare profitto. Ed essere davanti o dietro a Boeing in un mercato che cresce del 5% l’anno penso sia un elemento marginale”.