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La capacità di vedere un lato positivo nelle tragedie

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La capacità di vedere un lato positivo nelle tragedie

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Si può imparare qualcosa, ascoltando la gente che parla delle proprie esperienze? E se si tratta di tragedie, quale contributo possono darci? Vi spiegheremo il modo in cui alcuni progetti hanno riunito sopravvissuti e testimoni in alcune scuole per parlare delle esperienze che hanno vissuto in prima persona. Nanette Konig, Reza Deghati e Rita Borsellino raccontano le loro storie.

La storia di Nanette Konig

Nella memoria di Nanette Konig i ricordi degli anni in cui era giovane sono ancora molto forti e presenti. Non sono tutti belli, perché Nanette è una sopravvissuta all’Olocausto. Ma perché mantiene vivo il passato, visitando le scuole e parlando ai ragazzi di quello che ha vissuto? Perché spera che dalle proprie esperienze essi possano imparare qualcosa.

Gli occhi di Nanette si spalancano davanti al suo archivio personale, alla stella di David e ad alcune vecchie foto.

Il passato è ancora scolpito nella memoria di questa signora olandese di 82 anni, che dopo la guerra si è trasferita in Brasile. Era amica di Anna Frank, la giovane ragazza ebrea diventata famosa in tutto il mondo per il suo diario. Nanette è stata anche l’ultima persona a vederla viva nel 1945, nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, poco prima della sua morte.

La scuola Germinare a San Paolo del Brasile è aperta agli studenti poveri, ma intellettualmente dotati. Qui leader o figure importanti raccontano regolarmente la propria esperienza. E qui il messaggio di Nanette lascia un segno.

La storia di Anna Frank è un po’ anche la sua. Il suo messaggio di pace, che porta di scuola in scuola, sfida la storia e l’oblio.

Il fotogiornalismo: uno strumento utile per migliorare il mondo

La sofferenza umana non è facile da dimenticare e le foto che la ritraggono possono cristallizzare un’esperienza per tutta la vita. Reza Deghati è un famoso fotografo iraniano, che ha lavorato in alcune zone di guerra, teatro dei conflitti più aspri di tutto il mondo. Armato della propria macchina fotografica come se fosse uno strumento per combattere la guerra, Reza parla del cosiddetto fotogiornalismo responsabile con gli studenti di una scuola.

Al liceo Bonaparte di Doha, in Qatar, gli studenti stanno imparando una lezione importante: la fotografia può cambiare il mondo.

Reza viaggia spesso in tutto il mondo per incontrare i ragazzi. Il suo obiettivo è far conoscere i problemi internazionali e ispirare gli studenti a promuovere la pace nel mondo.

Prima della visita di Reza, gli studenti del liceo Bonaparte hanno visto “Hope”, una retrospettiva fotografica ospitata sul lungomare di Doha. Tema della mostra di 80 fotografie, la gioia e il dolore della gente che vive in mezzo a conflitti e contrasti.

Poi, durante una conferenza che si è tenuta nella scuola, Reza ha parlato della sua carriera e mostrato foto scattate in Afghanistan, Burundi e Belucistan.

Forse adesso, dopo aver visto coi propri occhi quanto potere hanno le fotografie, gli studenti del liceo Bonaparte ricorderanno a lungo la lezione di Reza.

Rita Borsellino e il suo impegno contro la mafia

In Italia la guerra contro la mafia è costata la vita al giudice Paolo Borsellino. In che modo la gente può trasformare i ricordi dolorosi in strumenti utili per il cambiamento? Giustizia, legalità e pace per Rita Borsellino rappresentano una speranza per vincere la battaglia contro la criminalità organizzata.

Era il 19 luglio 1992. Un’auto con 100 kg di esplosivo a bordo esplose in via d’Amelio a Palermo al passaggio di Borsellino, meno di due mesi dopo la strage di Capaci in cui perse la vita Giovanni Falcone.

20 anni dopo, nessuno in Italia può dimenticare quel giorno, a cominciare dalla sorella di Paolo Borsellino, Rita. Il villaggio di Catenanuova si trova vicino a Catania, nel cuore della Sicilia.

Rita Borsellino ha trasformato il proprio dolore in speranza per il futuro. Cerca quotidianamente di insegnare l’importanza della legalità visitando le scuole, meglio se in Sicilia, l’isola in cui il fratello è stato ucciso dalla mafia.

20 anni dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio, Cosa Nostra esiste ancora, ma Rita è fiduciosa sul fatto che un giorno essa verrà sconfitta.

Per maggiori informazioni: http://www.escolagerminare.org.br

http://www.perfil.com