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È possibile un'Unione europea a due velocità?

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È possibile un'Unione europea a due velocità?

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Ringraziamo l’ ISEG

Jean-Philippe, Lyon: “È possibile arrivare ad avere un’Europa divisa in due? E quindi un’Europa a due velocità? Quali potrebbero essere i benefici per i diversi Paesi? Intendo, sia per quelli ricchi che per quelli poveri.”

Pascal Dewitt, Professore di Scienze Politiche, Università libera di Bruxelles:“Nell’Unione a 27 ci sono già diverse velocità. Perché ci sono Paesi con politiche industriali e pubbliche e altri che non le hanno. Faccio due esempi: la zona euro non abbraccia l’insieme membri dell’Ue, ma soltanto quelli che hanno scelto l’euro come loro moneta comune. Un altro esempio è l’accordo di Schengen. E’ relativo a un certo numero di Paesi che hanno optato per la libera circolazione delle persone, ma non tutti i Paesi sono nell’area Schengen”, continua Dewitt:“Quindi già adesso possiamo dire che in Europa esistono velocità diverse. Provare a dividere l’Europa in due Unioni diverse? Da un lato avremo un’Unione europea ricca , dall’altra un’Unione europea povera. Mi sembra un’ipotesi poco verosimile. E difficile da difendere a livello politico. Pochi Stati sarebbero d’accordo nell’intraprendere questa direzione, e poi non si deve dimenticare che uno Stato considerato ricco in un certo momento o povero è un parametro variabile, che potrebbe cambiare nel tempo. Possiamo prendere come esempio la situazione attuale: oggi la Spagna, ma anche l’Irlanda, sono considerati Paesi in difficoltà finanziaria, politica e sociale. Ma se guardiamo a 4 o 5 anni fa erano presentate al contrario come Stati modello. L’Irlanda era spesso elogiata. Ecco come a volte cambiano le cose”.

Conclude Pascal Dewitt:“Io direi che a priori ci sono davvero poche possibilità che arriveremo a un’Europa divisa in due: un’Europa ricca e una povera”.

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