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Il sapere condiviso tra generazioni

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Il sapere condiviso tra generazioni

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Imparare e insegnare vuol dire condividere il sapere. Tradizionalmente sono le generazioni più vecchie ad avere il ruolo di educare i giovani. Ma in alcune circostanze può accadere il contrario. Questa settimana in Learning World andiamo alla scoperta di una serie di esperienze di apprendimento che vedono protagoniste diverse generazioni, in Cile, Nuova Zelanda e Tanzania.

– Cile: insegnare a leggere ai bambini poveri

La regione di Araucanía, in Cile, è una delle più povere del Paese, abitato in maggioranza da Mapuche. Tra le fasce sociali più svantaggiate quella dei pensionati. Dopo aver lavorato tutta la vita, i professori ad esempio ricevono una pensione molto bassa, l’equivalente di 250 euro al mese.

La fondazione AraucaniAprende dà a questi professori in pensione la possibilità di continuare a insegnare. I loro allievi sono studenti poveri. Un aiuto non solo economico, ma anche psicologico: queste persone restano attive anche in pensione. Come risultato tra il 2006 e il 2009 AraucaníAprende è riuscita a migliorare il livello di lettura di 1813 allievi di circa 77 scuole. Ottantotto professori in pensione hanno partecipato a quest’iniziativa finanziata da donatori privati.

- Nuova Zelanda: anziani a lezione di informatica

Spesso le persone più anziane sono desiderose di insegnare, ma anche di imparare. A Hamilton, in Nuova Zelanda, possono aggiornarsi sulla tecnologia, frequentando Supernet, una classe in cui dei giovani professori insegnano loro come navigare su internet.

Tra questi c‘è Raymond, 37 anni, che insegna a Diamond, 68 anni, i segreti dell’informatica. Finanziato dalle donazioni degli allievi e dalla chiesa metodista, Supernet dal 2004 accoglie ogni settimana una decina di studenti dai capelli bianchi. I volontari hanno tra i 25 e i 40 anni. Uno scambio che è utile anche a Raymond. Acquisisce l’esperienza per lanciarsi nell’insegnamento per adulti per il quale frequenterà una formazione di sei mesi.

- Tanzania: l’insegnamento delle tradizioni Masai

I Masai hanno una profonda conoscenza della loro terra e la trasmettono oralmente di generazione in generazione. I Masai dividono il gruppo per fasce d’età per poter trasferire le conoscenze. I giovani tra i 12 e i 25 anni attraverso il rito della circoncisione si trasformano in Morani, giovani guerrieri.

Ogni generazione ha un ruolo specifico nella comunità. I piccoli devono badare al gregge, mentre i Morani si occupano della sicurezza e del benessere della comunità. Gli anziani insegnano ai giovani come occuparsi del bestiame e dirigono le loro attività in vista del passaggio all’età adulta.