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"Il bunga bunga? Solo una barzelletta", Lele Mora

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"Il bunga bunga? Solo una barzelletta", Lele Mora

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Titolare di una delle più note agenzie di casting di Milano e amico intimo di Silvio Berlusconi, Lele Mora è uno dei protagonisti del cosidetto Rubygate, l’inchiesta che coinvolge il presidente del Consiglio.

L’agente dei divi, indagato per favoreggiamento della prostituzione, respinge ogni accusa e, delle serate trascorse ad Arcore, fa un resonconto molto diverso da quello uscito sui giornali.

Valerie Gauriat, euronews:
Lele Mora, lei è al centro dell’attuale scandalo politico. Ruby sostiene che sia stato lei a introdurla nelle serate a casa del premier. Qual è stato il suo ruolo in queste famose serate?

Lele Mora:
Io credo che non c‘è niente, di tutto quello che è stato descritto, anche perché la Ruby ha dichiarato di non aver mai avuto rapporti con il premier Silvio Berlusconi, ma che il premier l’ha solo ed esclusivamente aiutata. Questo lo posso dire e testimoniare pure io perché io c’ero. Non l’ho portata io ad Arcore, però io c’ero, che è diverso. Lei è arrivata con due suoi amici che frequentava, a una cena come ce ne sono state tante: una cena normalissima. Perché si parla di cene stratosferiche, di spogliarelli, di lap dance, ma nulla di tutto ciò esisteva. Io vado ad Arcore dal 1986, quando è nata la mia grande amicizia col presidente Berlusconi e non ho mai visto niente di tutto ciò. Le cene che venivano fatte ad Arcore erano cene semplicissime, lui usava fare la cena tricolore. Antipasto di mozzarella pomodoro basilico, triade di primi: pasta col pomodoro, pasta col pesto alla genovese e pasta in bianco, o ai quattro formaggi. E poi si cantava… lui è uno che ama cantare e ha sempre avuto durante la cena dei musicisti che immancabilmente c’erano: uomini, donne, dipendeva dalla serata o da chi arrivava… Omaggi per tutte le persone femminili che c’erano al tavolo, perché lui è molto galante, apprezza la femminilità… ma apprezzare la femminilità non vuol dire abusare della femminilità o delle signorine o delle signore che c’erano alle cene. Qui si parla tanto di questo buna bunga, ma bunga bunga era solamente una barzelletta che lui raccontava come cavallo di battaglia tutte le sere.

euronews:
Quando gli si chiede il motivo della presenza sistematica di giovani e avvenenti ragazze alle serate di Silvio Berlusconi, Mora invoca la solitudine del cavaliere…

Mora:
Guardi, io credo che a circondarsi di gente giovane, uno che ha compiuto i settant’anni, lo rende giovane. Lui ha questa sua paura, ha paura di invecchiare. Lo dice sempre: ho già compiuto 74 anni, mi sento un po’… vedere della gioventù intorno mi fa felice, mi dà gioia, mi dà vita… Ecco che mi chiamava, tante volte all’ultimo minuto, mi diceva: sono arrivato adesso da Roma, vieni con chi vuoi, l’importante è che stiamo in compagnia. Credo che questo non sia nulla di grave, nulla di peccaminoso. Poi, che vogliano attaccare la prosituzione a me, la seduzione di minorenni a lui, la seduzione di tante donne a lui, ma… sono solo frottole.

euronews:
La sua ammirazione per Benito Mussolini è risaputa. Secondo lei, si può fare un paragone tra questi due uomini?

Mora:
Sono due personaggi totalmente diversi. Uno era uno statista, mentre il presidente Berlusconi non è uno statista, è un grande imprenditore, prestato, dico io, alla politica. E poi non è un padre-padrone. Mentre Mussolini era uno che… ma io parlo dell’uomo. Forse avevano una cosa in comune: le donne. Tutti e due amavano e amano molto le donne.

euronews:
Che immagine ha Berlusconi delle donne, per come lei lo conosce?

Mora:
Ma lui… le donne le ama, le ama tutte, le ama follemente, le ama pazzamente. Perché per lui la donna è la passione, è la vita.