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Nutrire corpo e mente

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Nutrire corpo e mente

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Il tema di questa puntata è il ruolo che il cibo e l’alimentazione giocano nel campo dell’istruzione.

- Argentina, coltivare l’orto a scuola

L’argentina ha 40 milioni di abitanti e produce cibo per 350 milioni di persone. Nonostante questo in oltre la metà delle province vivono bambini affetti da malnutrizione. Il programma “Mi huerta” ha come scopo creare orti proprio nelle scuole situate in queste aree. Scuola-faro quella di San Antonio de los Cobres, sulla cordigliera delle Ande.

L’iniziativa è dei maestri e punta a fare in modo che i bambini mangino più verdura, creino i propri cibi e trasmettano queste conoscenze a casa. Dal 1999 diverse scuole primarie nelle zone rurali e povere dell’Argentina si sono dotate di un orto di un ettaro, grazie a questo progetto.

- New York, cibo salutare contro l’obesità

A New York un progetto dell’amministrazione mira a combattere l’enorme tasso di obesità spingendo le “bodegas”, negozietti di quartiere spesso gestiti da ispanici, a vendere più frutta e verdura. Bedford Stuyvesant è uno dei quartieri che partecipa a “Healthy bodega”. Qui uno scarso accesso al cibo sano, poca istruzione, bassi salari e fast food economici alimentano un tasso di obesità del 30 per cento.

Edi Figueroa, di Portorico, è proprietario di uno dei 520 negozietti che partecipano all’iniziativa “Healthy Bodega”. Edi impara i valori nutrizionali, i modi diversi di proporre frutta e verdura ai bambini che forse non li hanno mai assaggiati e organizza anche sessioni di degustazione e cucina.

- Lione, viaggio sulla vetta della gastronomia

A Lione in Francia si trova una delle migliori scuole di cucina al mondo, l’istituto Paul Bocuse, ospitato in un castello del diciannovesimo secolo. Frutto dell’ingegno del re della cucina tradizionale francese Paul Bocuse, la scuola sforna futuri chef. Tre anni di formazione, diecimila euro di retta all’anno. I candidati non mancano per imparare l’arte della cucina, la preparazione della tavola e la presentazione del menu.

Circa la metà degli studenti non viene dalla Francia e porta in questo Paese diversi gusti culinari: il risultato è un mix interessante. Secondo la scuola il 100 per cento dei diplomati trova lavoro in due mesi.