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Vicente del Bosque: l'importanza del gruppo

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Vicente del Bosque: l'importanza del gruppo

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È il responsabile del più grande exploit della storia del calcio spagnolo. Vicente del Bosque, quest’uomo in apparenza sempre tranquillo, ammirato per la sua gentilezza, ricorda per euronews la vittoria della Coppa del Mondo, il trofeo conquistato tre mesi fa.
Sul campo dove i campioni del Mondo si allenano, nei pressi di Madrid, il commissario tecnico spagnolo pensa già alla prossima sfida: gli europei del 2012 che si giocheranno in Ucraina e Polonia.

Francisco Javier Villagarcia – euronews:
Mister Del Bosque, grazie mille per averci ricevuto nel quartier generale della nazionale di calcio spagnola campione del mondo. Inizio con una domanda abbastanza ‘semplice’: come si vince un mondiale?

Vicente del Bosque:
“Con un po’ di fortuna. Nella vita ne occorre un pochino. E oltre a questo abbiamo effettuato una buona preparazione, e con giocatori di qualità tutto è più semplice. Arrivavamo dalla fase di
qualificazione in cui su dieci partite ne avevamo vinte dieci, giocando un buon calcio. Arrivavamo dalla vittoria agli Europei. Credo sia una buona generazione, che ha creato uno stile di gioco soprattutto a centrocampo. E secondo me il gioco dei centrocampisti si riflette su quello della squadra”.

euronews:
Uno stile associato a quello del Barcellona…

Vicente del Bosque:
“Beh, è simile a quello del Barcellona perché molti nazionali giocano nel Barça ma ci sono anche
giocatori di altri club che portano con sé l’identità
delle squadre in cui giocano”.

euronews:
Ai mondiali, a parte la Spagna, quale altra squadra l’ha impressionata?

Vicente del Bosque:
“La Germania ha fatto un buon mondiale. Anche l’Argentina, fino all’eliminazione ad opera della Germania, ha giocato bene. L’Olanda ha fatto un mondiale impeccabile. Poi ci sono state nazionali forti, come in tutti i mondiali. In generale si è visto un buon calcio”.

euronews:
La Germania, per esempio, l’ha impressionata anche in vista dei prossimi europei?

Vicente del Bosque:
“La Germania in semifinale si è trovata di fronte una Spagna molto in forma, e credo che i tedeschi si siano impauriti. Ma hanno dimostrato una grande forza. Oltre alla fisicità, tipica del calcio tedesco, hanno giocatori di qualità che le danno una forza diversa”.

euronews:
La vittoria della Coppa del Mondo ha dato vita a una gioia senza precedenti, in un Paese segnato dai nazionalismi. Lei crede che questa vittoria abbia
unito maggiormente gli spagnoli?

Vicente del Bosque:
“Credo si tratti solo calcio…abbiamo soltanto vinto un campionato del mondo! Non abbiamo altre pretese. È vero che ciò che è avvenuto in ambito calcistico si sta riflettendo sulla vita sociale. Se possiamo contribuire a migliorare i rapporti tra gli spagnoli, meglio. Ma non ci attribuiremo il merito della maggiore unità della Spagna soltanto per aver vinto una coppa del Mondo”.

euronews:
La stessa cosa è accaduta con la bandiera spagnola.
È come se la Spagna si fosse riconciliata con la sua bandiera.

Vicente del Bosque:
“Dobbiamo capire che la bandiera spagnola è di tutti e non di qualcuno in particolare. Ed esibirla o sventolarla non è qualcosa di sbagliato”.

euronews:
Ci sono gruppi nazionalisti che chiedono che la Federazione di calcio spagnola venga suddivisa in diverse federazioni, come la catalana o la basca. Qual è la sua opinione su questi gruppi?

Vicente del Bosque:
“Noi rispettiamo lo Stato così com‘è ora e, a meno di cambiamenti, al momento abbiamo un’unica Federazione di calcio spagnola. Ci sono squadre che rappresentano le comunità autonome ma l’unica selezione che può rappresentare la Spagna è quella spagnola”.

euronews:
Lei sta ricevendo omaggi di ogni tipo dalla sua città, Salamanca. Hanno dato il suo nome a una via, è stato nominato cittadino onorario, poi il premio Principe delle Asturie… è un po’ sopraffatto?
Come vive questa situazione?

Vicente del Bosque:
“So chi sono, so che sono soltanto un allenatore.
Abbiamo avuto la fortuna di portare la nazionale spagnola fino alla conquista del titolo mondiale. Però, a parte questo, sappiamo cos‘è il calcio e cosa la vita. Adesso dobbiamo prepararci per affrontare nuove sfide. Questa è la vita dello sportivo. Il giorno che perderemo questa fede, questo entusiasmo, allora sarà meglio lasciare”.

euronews:
Davanti a tanto entusiasmo per la vittoria in Coppa del Mondo, come si fa a mantenere i piedi per terra?

Vicente del Bosque:
“La carriera del calciatore è molto corta. Quando te ne rendi conto è già finita. Per cui devi cogliere l’attimo ed essere…non gongolarti, non soffermarti su quello che hai vinto ma guardare avanti e provare a vincere ancora. Che è ciò che fa un bravo sportivo”.

euronews:
Poco tempo fa la Spagna ha giocato un’amichevole con l’Argentina. Il risultato è stato piuttosto sfavorevole per la Spagna. La sconfitta è stata ‘un avvertimento’?

Vicente del Bosque:
“Non credo sia stato un segnale per aver giocato con sufficienza ed eccessiva superbia. Fino al tre a zero, fino all’intervallo, abbiamo dimostrato una certa dignità, pur perdendo. Abbiamo dimostrato di poter superare quel tipo di situazione e avevamo quasi raggiunto il pareggio, anche se può sembrare un controsenso visto il 4-1 finale. Però non sono deluso dai giocatori. Non voglio credere di essere sulla strada sbagliata, pensando di essere più forti di quello che siamo veramente”.

euronews:
Come vede la Spagna, pensando ai campionati europei?

Vicente del Bosque:
“Abbiamo un calendario e una fase di qualificazione difficile. In ottobre potremo fare passi importanti. Ma abbiamo due avversari difficili: prima la Lituania,
poi la Scozia. Se poi le cose diverranno più semplici,
meglio. Ma al momento ci stiamo preparando per affrontare delle difficoltà”.

euronews:
Tornando al Mondiale, ci sono stati errori arbitrali gravi. Quali sono le sue proposte e quali mezzi dovrebbero essere usati per evitare che si ripetano?

Vicente del Bosque:
“Sembra che il buonsenso porti a prendere decisioni che si possono facilmente correggere… con le tecniche attuali si potrebbero correggere…ma, per il momento, non si è fatto questo passo in avanti e in fondo anch’io sono un po’ tradizionalista per quel che riguarda il calcio e tante volte neanche la moviola potrebbe decidere in determinate azioni di gioco”.

euronews:
È contro la moviola…?

Vicente del Bosque:
“No, non sono totalmente contrario, ma faccio fatica ad accettarlo. Riconosco che la società fa progressi ed essere contrari ad essi non va bene, ma non è facile adottarli nel mondo del calcio”.

euronews:
Quindi, meglio un quinto arbitro…

Vicente del Bosque:
“Non mi piace molto neppure questa soluzione però…”

euronews:
A breve verrà assegnato il Pallone d’oro…chi sono i suoi favoriti?

Vicente del Bosque:
“Mi piacerebbe che lo assegnassero a uno spagnolo perché, a parte le qualità individuali che abbiamo…credo sia un gioco di squadra e loro
hanno ampiamente dimostrato che prima di tutto pensano alla squadra e dato che la squadra ha vinto penso sarebbe giusto darlo a uno spagnolo”.

euronews:
Qualche nome?

Vicente del Bosque:
“No, nessuno”

euronews:
Tutti in generale?

Vicente del Bosque:
“Parecchi…”

euronews:
Ho iniziato chidendole come si vince un Mondiale, chiudo chiedendole come si vince un Campionato europeo…

Vicente del Bosque:
“Beh, se arriveremo a quel punto, avremo modo di parlarne, ma al momento le rispondo come farebbero tutti gli sportivi: cercando di far bene le cose, facendo squadra, che è molto importante, ma ho la sensazione…credo che da tempo, da più di due anni, da quando abbiamo vinto gli europei, ho la bella sensazione di essere una squadra”.