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Idriss B, l'artista franco-tunisino che sta facendo scalpore a Dubai

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Idriss B, l'artista franco-tunisino che sta facendo scalpore a Dubai
Diritti d'autore  euronews   -   Credit: Dubai
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Idriss B è un artista franco-tunisino, che si è fatto un nome a Parigi prima di installarsi a Dubai, dove le sue opere fanno scalpore per le strade della città. L'abbiamo incontrato al World Art Dubai.

Idriss B, è bello ricominciare?

Sì, è come se fosse un evento di ritorno alla vita, specialmente per Dubai. Solitamente ci sono tanti eventi di questo tipo. E' bello vedere la gente avere una vita normale.

Secondo lei, in che modo il Covid ha influenzato l'industria dell'arte a livello globale?

Beh, ha semplicemente fermato tutto. Io ad esempio avevo in programma un bel po' di eventi, ma tutto è bloccato da nove mesi. Il mio prossimo evento sarebbe stato il Park Avenue a New York. Ma tutto si è fermato.

E' bello vedere le persone in giro, rispettando le misure di sicurezza. Quali sono state le sfide che ha affrontato per venire a esporre qui?

Questa è la principale: indossare una mascherina e lavorare. A causa del caldo, a causa di tutto, è stata la sfida più grande. Il resto è più che altro una questione di distanziamento sociale. Ma ora tutti sono abituati, seguiamo le regole da un paio di mesi a questa parte. Quindi ormai è diventata un'abitudine.

Come è approdato nel mondo dell'arte? Se non sbaglio era malato e ha iniziato a creare, poi si è formato...

Dopo un viaggio negli Stati Uniti, ho avuto la gotta e sono rimasto bloccato a letto. E' stato divertente la prima settimana, la seconda... Ma alla terza ti vuoi semplicemente uccidere. Allora ho pensato: "Ok, ora non ho più niente da fare". E ho capito che avrebbe potuto essere il buon momento per creare, cosa che volevo fare da un po' di tempo. Così è iniziato tutto. Ho preso un grosso blocco di argilla e ho iniziato a scolpirlo, a letto. Ed è stato divertente. Quella è stata la mia prima opera. L'ho mostrata a mia moglie e lei ha detto: "Wow, l'adoro!". Mentre solitamente lei non si interessa molto all'arte. Allora mi sono detto: "Se lei dice che è bello, vuol dire qualcosa". La prima opera era un gorilla, la seconda una tigre. E allora ho iniziato a mostrarle agli amici e loro mi hanno detto: "oh, ma chi l'ha fatta? Voglio comprarla". E quando dicevo loro che ero stato io, erano sorpresi. Così è cominciato tutto".

Mi parli del processo. Dall'ispirazione, al disegno e poi alla realizzazione in fibra di vetro e resina..

Sono oltre cinque anni che lo faccio. E all'inizio erano sculture d'argilla, vecchia scuola, insomma. Ora abbiamo la stampa 3D e tutto il resto. Quello che sto facendo adesso è disegnare inizialmente a mano solo su carta, su un foglio a due dimensioni. E poi riprodurlo in 3D. Poi stampo in 3D. Ne faccio uno stampo. Di solito lo modifico, perché quello che ho in mente e quello che disegno non è come nella realtà. Quindi modifico un po' la posizione delle gambe, le dimensioni, questo genere di cose. Quando sono davvero soddisfatto di tutto, allora stampo. E poi creo i pezzi con la fibra di vetro e la resina.

Essere franco-tunisino a Parigi, come ha influenzato il suo lavoro?

Beh, è multiculturale. Soprattutto adesso, che sono tornato in Medio Oriente, in un Paese musulmano. La cultura è davvero simile, anche se il Nord Africa è un po' diverso, perché ha questo lato mediterraneo, come l'Italia, la Grecia, la Spagna.... E' un ambiente multiculturale. E io sono nato negli anni '80 quando c'era la moda dei videogiochi, delle cose che venivano dal Giappone. A quei tempi scoprimmo quanto il Giappone fosse avanti a livello tecnologico. Questo mi ha molto influenzato. Poi sono andato a vivere in Cina, in una cultura completamente diversa, dove si vedono cose diverse e modi di fare diversi.

Pensa di aver trovato una casa a Dubai, per le sue opere d'arte, disseminate per tutta la città? Perché è così naturale qui?

Beh, qui è molto urbano. Di solito l'urbano fa un po' paura, sembra quasi sia inumano. C'è un sacco di vetro, metallo, cemento. Quindi a queste opere - anche se fatte di fibra di vetro e resina - cerco di dare colori brillanti e questo rende il posto più vivo. Devo ammettere che non ero preparato a questo interesse per le mie opere.

Quanto è importante l'industria dell'arte qui negli Emirati Arabi Uniti e in particolare a Dubai?

Abbastanza perché l'arte è diversa dalle altre cose materiali, perché si possono comprare un sacco di cose. Ma l'arte è creazione. E dà emozioni. Quindi non la puoi toccare, ma la puoi sentire. Ecco perché credo sia così importante, qui e per gli Emirati Arabi Uniti in generale. Perché questo esisteva già prima che arrivassi io, almeno così mi dicevano.

Perché pensa che l'arte sia così universale? E immagino che in quello che è stato un anno davvero difficile a livello globale, le persone abbiano bisogno dell'arte nella loro vita..

Naturalmente dipende dal tipo di arte, ma in fin dei conti si tratta solo di emozioni. L'arte ti dà sensazioni, non importa se sono positive o negative. Ti fa sempre provare qualcosa. Può anche non piacerti, ma ti fa sentire comunque qualcosa. E penso che sia questo che fa scattare qualcosa nelle persone, soprattutto in questo periodo nel quale, a causa del Covid, molti si sono concentrati su sé stessi. Che fossero soli o in coppia a casa, avevano molto tempo per riflettere. E così sono tornati a vivere l'arte, perché hanno capito quanto sia importante avere una bella casa, avere il proprio nido. Per questo hanno inziato a comprare nuovi quadri, che li facessero sentire speciali. Penso sia per questo che è così importante l'arte. Ti emoziona.

Che cosa pensa dell'arte come motivazione sociale o politica?

Questa è un'ottima domanda, perché ho appena creato un'opera per Black Lives Matter. E quindi questo è sicuramente interessante per me. L'arte in fin dei conti è donare, condividere le emozioni. E' anche trasmettere la propria visione. E quando ho visto tutte quelle cose che stavano accadendo con Black Lives Matter, ho pensato: "Devo fare qualcosa". Se posso fare qualcosa, voglio farlo. Non vado negli Stati Uniti per protestare, ma se posso fare qualcosa nel mio piccolo, può essere bello. E così mi è venuta l'idea di una scultura speciale, dedicata a questo. E donerò al movimento il ricavato.

Lei ha origini tunisine. Al momento vive in Tunisia. Come il Covid sta influenzando il suo Paese?

Non può essere peggio di come sta andando in questo momento e questo è positivo. A volte mi chiedo come faccia il Paese ad essere in piedi. Ma non può andare peggio. Il governo non funziona davvero. L'economia non funziona davvero. Non ci sono più turisti, ora che le nostre frontiere sono chiuse. Credo che stiano solo cercando di trovare la strada migliore per uscirne.