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Le elezioni Usa si giocano anche sulle relazioni commerciali con la Cina

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Le elezioni Usa si giocano anche sulle relazioni commerciali con la Cina
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Riparte l'economia a Pechino, ma il deterioramento delle relazioni con Washington frenerà la ripresa della Cina? Poi incontriamo una delle agenzie di marketing in più rapida crescita al mondo. E per finire, il colpo di fortuna della Turchia con la scoperta di una riserva di gas naturale al largo delle coste del Mar Nero.

Cina: ripresa a rischio dopo il deterioramento delle relazioni con Washington

Si torna a uscire la sera a Pechino. E riapre il Chi-Next, il listino hi-tech noto anche come il Nasdaq cinese. Tutti segni di un'economia in ripresa. Il pil cinese, secondo le informazioni ufficiali, è cresciuto del 3,2 per cento nel secondo trimestre del 2020 dopo l'inevitabile contrazione d'inizio anno, sorprendendo gli analisti.

Ma con l'avvicinarsi delle elezioni, il presidente Usa Donald Trump è tornato a spingere sulle tensioni commerciali con la Cina, minacciando il cosiddetto "decoupling", ovvero la separazione delle due economie, da tempo interdipendenti fra loro. "Nessun paese ci ha derubati più della Cina - ha detto Trump rispondendo alla domanda di un giornalista - Se separerei le nostre economie? Domanda interessante, perché finora non abbiamo avuto niente dalla Cina. Se non ci trattano bene, sicuramente", ha concluso.

L'intervista completa di Steve Hilton a Trump

Nel frattempo il ministero degli esteri cinese sta discutendo sia con i Repubblicani sia con i Democratici. Come ha dichiarato il portavoce del ministero Zhao Lijian, La Cina spera che i partiti democratico e repubblicano possano vedere la Cina e le relazioni fra Cina e Stati Uniti in modo obiettivo, e lavorare con la Cina per far avanzare relazioni fondate su coordinamento, cooperazione e stabilità, nell'interesse comune della popolazione cinese, americana e del mondo intero". Questo potrebbe indicare che Pechino prevede un cambio d'inquilino alla Casa Bianca con il voto di novembre.

Il punto di vista cinese

Che la separazione fra le due economie sia fattibile o meno, sembra probabile che chiunque siederà nell'Ufficio ovale nel 2021 dovrà appianare le relazioni commerciali bilaterali da una posizione più debole e con una Pechino più spavalda.

Tom Otton: "Il Covid ha accelerato la trasformazione digitale"

Create Media, agenzia di marketing con sede a Dubai, si è recentemente piazzata fra le 50 agenzie del settore in più rapida crescita al mondo nella classifica del magazine Adweek. Abbiamo incontrato il fondatore Tom Otton per discutere, tra l'altro, di social media.

"Create Media nasce nel 2010, quando abbiamo ricevuto il nostro primo grosso cliente, a cui dovevamo presentare un sito web. Era un cliente ben al di fuori della nostra portata. Noi stavamo traslocando nella nostra prima sede. Ho rimandato l'appuntamento più volte, finché non ho dovuto lasciarli entrare. Ma non avevamo ancora l'elettricità. Ho chiamato un amico e gli ho chiesto una grossa batteria a cui collegare un computer. L'ho messa sotto il tavolo della sala riunioni e ho fatto l'intera presentazione lì, con la quindicina di dipendenti dell'agenzia intorno al tavolo su computer senza elettricità, che facevano finta di lavorare".

Chi sono i vostri clienti?

"Abbiamo Visit Dubai, che fa parte di Dubai Tourism; Expo 2020, di cui gestiamo i social media; Emirates Airlines... Abbiamo fatto cose davvero divertenti, ad esempio con Spider-Man quando è uscito Far From Home".

Un settore che non ha sofferto troppo per via della pandemia è il marketing digitale. Com'è andata per voi?

"Alti e bassi. All'inizio abbiamo perso alcuni clienti che hanno accusato il colpo. Ma al di là di questo, abbiamo visto una crescita. L'anno scorso abbiamo aumentato l'organico del 91 per cento. Quest'anno probabilmente l'aumenteremo ancora del 50-60 per cento. Abbiamo avuto una crescita rapida negli ultimi tre o quattro anni. Adweek premia le agenzie in più rapida crescita. Ci siamo piazzati 43esimi, siamo l'unica agenzia del Medio Oriente in classifica, e sono convinto che ci finiremo anche quest'anno".

Abbiamo visto accadere in un trimestre la traiettoria che a gennaio avevamo pianificato per i prossimi tre anni.
Tom Otton
Fondatore di Create Media Group

In che modo il Covid ha influenzato il cambiamento nel digitale?

"La trasformazione digitale era già in corso. Il Covid ha solo accelerato il processo negli ultimi mesi. Abbiamo visto accadere in un trimestre la traiettoria che a gennaio avevamo pianificato per i prossimi tre anni. Stanno succedendo così tante cose che diversi dipartimenti governativi ci chiedono di aiutarli a raccontare una storia, costruire una strategia. Per esempio, lavorando con Visit Dubai, come facciamo a far vedere che Dubai è pronta per ricevere i turisti? Certo, dobbiamo ancora vendere il sogno del viaggio, ma allo stesso tempo dobbiamo anche concentrarci sulla sicurezza, sui protocolli, sull'arrivo dei turisti in aeroporto o in albergo".

Come vi rivolgete alla generazione Z?

"La generazione più giovane non ha tempo per il patinato. Prendiamo TikTok, per esempio. Non c'è niente di più grezzo di TikTok. È gente che crea video brevi, spesso da casa. Ma alcuni marchi non capiscono che non basta prendere un messaggio e trasferirlo di peso su TikTok, solo perché è lì che si trova il pubblico più giovane. Bisogna capire la psicologia delle persone che sono su quella piattaforma, che cosa vogliono vedere, e creare una storia di quel tipo".

Turchia, un colpo di fortuna nel Mar Nero che potrebbe cambiare le carte in tavola

La scoperta di una grande riserva di gas naturale nel Mar Nero potrebbe alleggerire i problemi economici della Turchia. Improbabile che la trasformi in hub energetico regionale, ma potrebbe diminuirne la dipendenza dall'Iran e dalla Russia per l'energia.

Crollata a livelli record quest'estate, la lira turca ha avuto un momento di tregua ad agosto, dopo che il presidente Recep Tayyip Erdogan ha annunciato la scoperta di 320 miliardi di metri cubi di gas naturale al largo delle coste del Mar Nero. "La Turchia ora ha la forza, la volontà e le risorse per stare in piedi da sola - ha dichiarato Erdogan - senza doversi rifugiare all'ombra di nessuno, in nessun campo. Il nostro obiettivo è di poter sfruttare il gas del Mar Nero per la nostra nazione entro il 2023".

Il nostro obiettivo è di poter sfruttare il gas del Mar Nero entro il 2023.
Recep Tayyip Erdogan
Presidente turco

Se sarà confermato che il gas è recuperabile, si tratta di un'ottima notizia per un paese che l'anno scorso ha importato energia per 35 miliardi di euro, ma secondo John Bowlus, direttore di Energy Reporters, la tempistica per l'estrazione non è realistica: "La scadenza del 2023 mi sembra eccessivamente ambiziosa - commenta -. Forse i migliori esempi storici sono quelli di Israele, che ha scoperto due enormi giacimenti negli ultimi vent'anni. Per entrambi ci sono voluti più di dieci anni prima di poterli sfruttare".

La scoperta giunge in un momento in cui le tensioni sono alle stelle fra la Grecia e la Turchia, impegnata in esplorazioni in acque contese alla ricerca di gas e petrolio. Per Bowlus non ci saranno problemi di questo tipo a nord: "Nel Mar Nero - spiega - la Turchia ha già definito i confini con i suoi vicini, e potrebbe essere libera di sfruttare questa scoperta da sola. Quindi questa sarebbe una sorgente di gas che potrebbe rimettere in piedi l'economia turca e contribuirebbe a ridurre il deficit delle partite correnti".

In attesa di passare alle necessarie energie rinnovabili, sul breve termine questa scoperta offre un'insperata boccata d'ossigeno a un'economia turca in estremo affanno.