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Dal trasporto merci alla pubblicità: come la pandemia ha rivoluzionato l'economia

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Dal trasporto merci alla pubblicità: come la pandemia ha rivoluzionato l'economia
Diritti d'autore  euronews   -   Credit: Dubai Tourism
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La pandemia di Covid-19 rappresenta una sfida senza precedenti, con cui anche l'industria del trasporto merci si deve misurare. I giganti di Dubai, Emirates SkyCargo e DP World - l'operatore portuale dell'emirato - non fanno eccezione.

Emirates SkyCargo è la compagnia aerea che traposta la maggior quantità di merci nel mondo. Quando la divisione passeggeri di Emirates ha bloccato completamente i suoi voli a causa della pandemia, la divisione cargo ha dovuto intensificare la sua attività per garantire il flusso di beni essenziali e di forniture mediche.

"C'è un enorme bisogno di attrezzature mediche, maschere, disinfettanti e prodotti farmaceutici - dice Nabil Sultan, vice presidente senior di Emirates SkyCargo - quindi, mentre cancellavamo tutti i voli commerciali, abbiamo dovuto in qualche modo mantenere attivo il trasporto cargo. Così fin dall'inizio abbiamo cominciato a utilizzare i nostri aerei passeggeri solo come cargo. Voglio dire, abbiamo dovuto letteralmente creare questa rete di trasporto merci nel giro di tre settimane. Portiamo il carico a Dubai e qui usiamo la nostra capacità passeggeri, che va da 20 a 40 tonnellate. Trasportiamo molti di questi prodotti in tutto il mondo. Solo in Europa operiamo oggi quasi 60 voli settimanali verso 10 destinazioni.

Dubai è anche la sede di uno dei più grandi operatori portuali internazionali, DP World, che ha 78 terminal in tutto il mondo. La compagnia ha dovuto muoversi rapidamente per reagire alla pandemia.

"Abbiamo preso provvedimenti per proteggere circa 15000 lavoratori - dice Ahmed Sultan Bin Sulayem, presidente e amministratore delegato di DP World - la loro salute ora è la cosa più importante. Per questo sono fondamentali il distanziamento, l'uso di guanti e maschere e, soprattutto, l'applicazione delle norme di ogni paese. Alcune zone sono in lockdown, così abbiamo trasferito alcuni dei lavoratori vicino al porto, gli abbiamo fornito alloggio, ci siamo presi cura delle loro famiglie.

Entrambe le aziende hanno implementato rapidamente le soluzioni tecnologiche necesarie a far fronte all'enorme sfida che le attende.

"Nel nostro terminal merci non c'è quasi nessuno - sottolinea Nabil Sultan - si tratta di un'area di 60000 metri quadrati, completamente automatizzata quando si tratta di gestire il carico. Tutto questo ci è stato d'aiuto nella situazione attuale, l'intervento umano è minimo".

"Stavamo pianificando di lanciare molti nuovi sistemi e la pandemia ci ha spinto a farlo più velocemente - dice Ahmed Sultan Bin Sulayem - così abbiamo lanciato alcune piattaforme Ethereum. Una di queste è SeaRate, che in pratica permette agli spedizionieri di spostare un carico in qualsiasi parte del mondo con un semplice clic. Ed è incredibile quanto sia efficiente. Abbiamo imparato qualcosa in una situazione in cui dobbiamo lavorare in modo diverso".

Anche la moda dà una mano

Alcune aziende stanno trasformando completamente la loro offerta per adattarsi alla situazione attuale. Anche alcuni marchi del lusso sono ora impegnati nella produzione di dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario in prima linea contro il coronavirus.

La Camera della Moda Araba, con sede negli Emirati Arabi Uniti, ha lanciato una campagna con l'hashtag #threadforacause, volta a favorire la conversione degli impianti alla produzione di dispositivi di protezione individuale.

Ma passare dall'alta moda ai dispositivi di protezione non è così semplice. "In realtà è un grande cambiamento - confessa Marmar Halim, stilista egiziana di base a Dubai - ci sono specifiche tecniche da seguire. Non è semplice trattare questo tessuto, non è semplice produrre le maschere, ma bisogna fare qualcosa per proteggere davvero le persone. L'obiettivo è produrre 10-20 mila maschere al giorno. Vogliamo dare il massimo. Dobbiamo fornire alla gente tutto ciò di cui ha bisogno per proteggersi".

Come è cambiato il mondo della pubblicità

Gran parte dell'industria pubblicitaria è ferma. Alcune pubblicità sono state ritirate perché non riflettono il mondo in cui viviamo attualmente. Alcune aziende, tuttavia, stanno cambiando i loro annunci per adattarsi ai tempi, per far sì che i loro marchi rimangano impressi nella mente dei consumatori.

Sono spariti molti annunci che pubblicizzavano servizi non più disponibili e altri che sembravano fuori luogo in tempi di distanziamento sociale.

"Ci sono ovviamente alcuni marchi i cui slogan al momento non sembrano molto appropriati - dice Andia Vidler, amministratore delegato di Emea - è il caso per esempio di Kentucky Fried Chiken e del suo slogan 'da leccarsi le dita'. Poi c'è una pubblicità della Hershey's in cui c'erano molti abbracci che è stata ritirata. Al di là d i questo, c'è tutta una serie di sfumature a cui i marchi devono prestare attenzione".

Nonostante l'industria dei viaggi sia ferma, alcune aziende hanno continuato a farsi pubblicità per conservare visibilità e promuovere il distanziamento sociale. Alcuni inserzionisti digitali sono stati rapidi nell'adattare stile e tono al clima attuale e hanno sfruttato l'incremento del traffico internet dovuto alle misure di lockdown.

"Una delle pubblicità più importanti uscite dalle ultime riunioni è quella che abbiamo fatto per la Guinness - racconta Nick Entwistle, fondatore di One Minute Briefs - si tratta di un poster molto semplice con sopra il messaggio 'Resta a casa'. In in 24 ore è diventato globale. Guinness l'ha sfruttato usandolo su tutti i suoi canali social".

Sembra quindi che, almeno in alcuni casi, la difficile situazione attuale abbia stimolato intraprendenza e creatività. Qualità che potrebbero rivelarsi fondamentali per la sopravvivenza di un'azienda.