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Emirati arabi e Africa, una partnership in crescita

Emirati arabi e Africa, una partnership in crescita
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Fare affari in Africa: esploriamo le ambizioni di Dubai di incrementare gli scambi con il continente africano, considerato la prossima frontiera per gli investimenti. E poi parliamo con gli imprenditori delle tendenze che potrebbero modellare il panorama africano nel prossimo decennio.

Africa, la prossima frontiera degli investimenti

Il Forum economico mondiale sull'Africa esplora le sfide e le opportunità legate al fare affari in un continente che molte imprese considerano la prossima grande frontiera degli investimenti. L'evento è giunto alla sua quinta edizione.

Tecnologia in ascesa e un panorama politico in evoluzione sembrano aver dato un'iniezione di fiducia all'Africa, fra il Nobel per la pace assegnato a uno dei leader riformisti del continente, il primo ministro dell'Etiopia Abiy Ahmed e l'accordo continentale di libero scambio, la cui fase attuativa è cominciata quest'estate e che punta a creare un mercato di 1,2 miliardi di persone per beni e servizi.

Gli Emirati arabi sono uno dei tanti paesi che desiderano rafforzare i propri legami con il continente. Musica per le orecchie di alcuni leader africani, che già considerano Dubai come un modello da seguire per sviluppare le proprie economie.

Emirati e Africa, un matrimonio (d'affari) che s'ha da fare

Gli Emirati arabi uniti si stanno affermando non solo come una porta d'ingresso chiave per l'Africa, ma anche come secondo maggiore investitore straniero sul continente dopo la Cina. E secondo Isaac Kwaku Fokuo Jr., fondatore dell'agenzia di consulenza Botho Emerging Markets Group, "La One Belt One Road Initiative sta spingendo il governo emiratino, cinese e i governi africani a collegare fra loro le tre regioni".

Nel 2018 le esportazioni e riesportazioni non petrolifere dagli Emirati arabi uniti verso l'Africa hanno toccato i 18 miliardi di euro. Molte hanno viaggiato via DP World, che opera in 7 paesi africani. L'Africa rappresenta il 10 per cento delle entrate dell'operatore portuale, una percentuale in aumento. Ma ci sono altri attori emiratini attivi sul continente. Ad esempio la sezione stampa di Al Ghurair è molto attiva in Africa, dalle schede elettorali ai passaporti, e perfino la valuta, che in realtà viene stampata a Dubai per l'Africa.

Un'altra azienda che sta sfruttando i legami fra le due regioni è il leader della logistica Agility. Il vice presidente WIlliam Stenhouse spiega in che modo: "Agility si sta espandendo verso gli Emirati perché da lì può raggiungere i maggiori mercati o ci sono buoni collegamenti".

Ma avere a che fare con dei mercati emergenti presenta anche delle sfide, e molte aziende possono aver bisogno di consulenza qualificata. Come quella che propone Bryan Cave Leighton Paisner. La consulente Tina Blazquez-Lopez spiega che le imprese africane sono attratte da Dubai soprattutto nei settori delle infrastrutture e dell'edilizia. Ce ne sono già 21 mila nell'emirato, in aumento di quasi un quarto in soli due anni. I principali incentivi includono agevolazioni fiscali, nonché l'accesso a visti per l'estero e finanziamenti islamici, rivela Blazquez-Lopez: "La metà di queste imprese necessita di documenti di finanziamento islamici e conformi alla sharia. Lo vediamo nel settore tecnologico come in altri. E a volte questo comporta un approccio più innovativo".

Ma gli Emirati arabi guardano anche alle opportunità più vicine a loro. Isaac Kwaku Fokuo Jr. ha questa visione per la regione: "Immaginate una zona di mercato comune fra i paesi del Mar Rosso, sul lato africano e su quello del Golfo, ad esempio con la leadership degli Emirati. Attualmente c'è qualche questione geopolitica da risolvere, ma una volta risolta ci saranno enormi opportunità nella regione del Mar Rosso".

Con la possibilità di liberare ulteriormente il potenziale di esportazione degli Emirati verso l'Africa,

L'ambizione degli Eau: fare da intermediari fra l'Africa e gli investitori

Andiamo un po' più a fondo nei rapporti commerciali fra Emirati e Africa. Abbiamo incontrato Hamad Buanim, presidente della Camera di commercio di Dubai, l'uomo all'origine dell'organizzazione di quest'evento. Gli abbiamo chiesto perché l'Africa è così importante per il futuro degli Emirati arabi uniti. Ecco che cosa ha risposto.

"Negli ultimi cinque anni gli scambi commerciali con diverse regioni sono stati stabili o in negativo. Ma con l'Africa hanno continuato a crescere, sono quasi raddoppiati. Quello che facciamo sempre di più è creare un partenariato con un gruppo, ad esempio Carrefour, in modo che, anziché vendere in Africa, si impianti in grossi mercati come Nairobi, o addirittura la Tanzania. E ora stanno puntando con noi all'Etiopia, un paese di cento milioni di abitanti, dieci volte la popolazione degli Emirati. È così che vogliamo lavorare sempre di più. Vogliamo lavorare sul terreno. Come possiamo portare soluzioni in Africa? Ottenere finanziamenti non è facile, ma crediamo che se confezionano il loro prodotto nel modo giusto, con la consulenza adeguata e con il business model giusto, possono venire a Dubai e avere accesso a una rete di finanziatori che sono molto interessati all'Africa ma che non sanno come arrivarci perché è complicato. Si tratta di creare partnership con gli africani. Finanziate gli africani e lasciateli fare".

Data l'attuale situazione economica mondiale, come vede il clima negli investimenti, non solo in Africa ma anche negli Emirati?

"Nella regione, Emirati inclusi, ci sono dei limiti. Gli investitori cercano sempre opportunità altrove. L'Africa presenta incertezze, rischi, ma ha anche un grande appetito. Abbiamo ottenuto buoni risultati dal 2012 per i nostri investitori che sono andati in luoghi che abbiamo identificato. Sono stati molto soddisfatti dei rendimenti che hanno ottenuto in questi paesi. Io voglio che questo modello sia applicato ad altri mercati emergenti, che siano in America Latina, Oceania o Asia centrale".

L'Africa, un continente in crescita

Più di 1500 persone si sono iscritte al Forum economico mondiale sull'Africa quest'anno, dai capi di Stato ai leader aziendali ai giovani imprenditori.

In che modo può crescere un continente di oltre un miliardo di persone? Era questo il tema centrale negli incontri degli esperti di settore.

L'Africa sta innovando in tutti i campi, dalla lotta alla criminalità all'educazione infantile alla sicurezza alimentare, dai trasporti alla risposta alle emergenze. Nel 2020 settori tradizionali come l'estrazione mineraria e l'agricoltura resteranno motori chiave per la crescita mentre l'Africa punta ad affermarsi anche come base produttiva. L'accesso all'elettricità è ancora una grossa sfida, ma il panorama politico sta cambiando, assicura Goolam Ballim di Standard Bank: "In Angola, in Sudafrica, in Kenya ci sono nuovi leader, nuovi uomini di frontiera in grado di tracciare un percorso più costruttivo per il continente".

Un percorso che però potrebbe rivelarsi in salita per l'Etiopia. Benché sia stata l'economia africana in più rapida crescita nel 2018, il paese di Abiyi Ahmed è alle prese con le tensioni etniche.

"Ahmed - commenta Melesse MInale Tashu della Banca nazionale dell'Etiopia - vuole davvero andare avanti nonostante gli ostacoli che emergono in diverse parti del paese. La società nel suo insieme sta davvero andando avanti. Ma questo non significa che la strada sarà facile".

Un ritratto in chiaroscuro mentre l'Africa si appresta a entrare in un decennio che promette prosperità.

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