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Meloni sfida Bruxelles sul caro energia: "La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione"

La premier Giorgia Meloni
La premier Giorgia Meloni -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Stefania De Michele
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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Meloni al Senato prima del Consiglio europeo: il governo chiede all'Ue di abbassare i costi dell'energia, tutelare le imprese e difendere i fondi per agricoltura e coesione

La competitività europea passa dal costo dell'energia, dal sostegno alle imprese e da regole che consentano agli Stati di affrontare gli shock economici. È il messaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta al Senato in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2026. Sul tavolo dei leader europei ci saranno anche la guerra in Ucraina, il futuro bilancio pluriennale dell'Unione, il Medio Oriente, la difesa comune, la migrazione e l'allargamento.

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"Quello che accade fuori dai nostri confini incide sulla nostra vita e mette alla prova la capacità della nostra nazione di difendere la propria prosperità e sicurezza", ha dichiarato la premier. "L'interesse nazionale si difende contribuendo a orientare le scelte che ci riguardano e non subendo le conseguenze".

Caro energia, Meloni chiede all'Ue di intervenire subito

Il primo punto affrontato dalla presidente del Consiglio è il costo dell'energia, indicato come il principale ostacolo alla competitività dell'economia europea. Secondo Meloni, le imprese dell'Unione non possono essere chiamate a competere con i grandi attori globali continuando a pagare l'energia strutturalmente più dei concorrenti internazionali.

"Né possiamo perseguire la transizione ambientale al prezzo della nostra base industriale. La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione", ha sottolineato la premier, collegando la questione energetica anche alle tensioni geopolitiche e alle difficoltà delle catene di approvvigionamento.

Le criticità sulle principali rotte commerciali, ha spiegato, incidono sulla sicurezza e sui prezzi di energia e carburanti, facendo aumentare i costi di trasporto e assicurazione. Effetti che finiscono per ripercuotersi sulle bollette delle famiglie, sul costo della spesa e sui bilanci delle imprese.

Per il governo serve quindi una risposta europea "coordinata e rapida". Tra gli obiettivi indicati nella risoluzione di maggioranza c'è il contenimento immediato dei prezzi, anche attraverso un sistema europeo di scambio delle emissioni, l'ETS, più equilibrato, prevedibile e trasparente. L'intenzione è accompagnare la decarbonizzazione senza compromettere i settori industriali più esposti ai costi energetici, a partire da quelli energivori, come la ceramica e l'automotive.

Bollette e imprese, il governo chiede più flessibilità sui conti pubblici

La maggioranza chiede inoltre che le regole europee di governance economica possano essere applicate con maggiore flessibilità in presenza di shock energetici e inflazionistici eccezionali. L'obiettivo è consentire agli Stati membri di adottare misure temporanee e mirate a tutela delle famiglie, delle imprese e della competitività del sistema produttivo.

La risoluzione impegna il governo a promuovere un intervento deciso sui prezzi dell'energia, considerati una questione strategica per la protezione del tessuto industriale europeo. La richiesta si inserisce nel confronto sulle politiche economiche dell'Unione e sul modo in cui conciliare gli obiettivi climatici con la tenuta della produzione e dell'occupazione.

Meloni ha ricordato anche il lavoro sul Decreto Bollette, dopo che il Consiglio europeo di marzo aveva aperto alla possibilità di misure nazionali temporanee per ridurre i costi dell'elettricità. Il confronto con la Commissione europea punta a una soluzione compatibile con le regole Ue che permetta di ridurre l'impatto del costo della generazione a gas sul prezzo finale dell'elettricità.

La premier ha rilanciato inoltre la revisione del sistema ETS, affinché il prezzo della CO2 rispecchi maggiormente l'economia reale, e la richiesta di rinviare l'ETS2, il sistema che dal 2028 potrebbe introdurre nuovi costi per famiglie e imprese. Meloni ha criticato anche il meccanismo del prezzo marginale dell'elettricità, per cui il prezzo della fonte più costosa, spesso il gas, determina quello dell'intera produzione. Tra le risposte indicate dal governo ci sono l'aumento delle rinnovabili e il rilancio del nucleare di nuova generazione, anche se, ha sottolineato, questi investimenti richiedono tempo.

Bilancio Ue 2028-2034, Meloni difende i fondi per agricoltura e coesione

Un altro dossier centrale è il negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea, relativo al periodo 2028-2034. La maggioranza impegna il governo a cercare un accordo equilibrato, capace di finanziare le nuove priorità europee senza penalizzare la Politica agricola comune (Pac) e le politiche di coesione.

La risoluzione chiede di preservare l'autonomia e l'efficacia di questi strumenti, garantendo risorse adeguate al settore agricolo. Tra gli obiettivi figurano anche il sostegno al reddito degli agricoltori, la competitività delle imprese agroalimentari italiane, la semplificazione delle procedure e la riduzione degli oneri amministrativi.

Il confronto sul bilancio europeo dovrà dunque tenere insieme le nuove esigenze dell'Unione e le risorse destinate all'agricoltura e alla riduzione dei divari territoriali.

Ucraina, Meloni rilancia l'idea di un inviato speciale europeo

Sul fronte della guerra in Ucraina, la maggioranza propone di rafforzare il ruolo dell'Unione europea nel percorso diplomatico verso la pace. La risoluzione impegna il governo a garantire la continuità del sostegno multidimensionale alla popolazione ucraina, anche in vista dell'inverno, e a sostenere iniziative diplomatiche per una pace giusta e duratura, nel rispetto della sovranità e dell'indipendenza di Kiev.

Tra le proposte c'è la designazione di un inviato speciale europeo per l'Ucraina. In alternativa, il governo dovrebbe promuovere un formato negoziale dotato di un mandato chiaro del Consiglio europeo, in grado di rappresentare con autorevolezza la posizione degli Stati membri.

La maggioranza ribadisce inoltre la necessità di mantenere la pressione sulla Russia attraverso le sanzioni contro il regime. L'obiettivo dichiarato è assicurare all'Unione un ruolo attivo sia nel processo di pace sia nella definizione della futura architettura di sicurezza del continente.

Meloni ha difeso la linea del governo sul sostegno militare e politico a Kiev, sostenendo che i recenti risultati sul campo smentiscano la propaganda del Cremlino. Secondo la premier, lo stallo dell'avanzata russa è il risultato della resistenza ucraina e del sostegno occidentale, Italia compresa, e rappresenta uno strumento per spingere Mosca a negoziare seriamente.

"La differenza è su come pensiamo che ci si arrivi. Per come la vedo io, il sostegno all'Ucraina non è l'alternativa alla pace: è ciò che la rende possibile", ha dichiarato. La presidente del Consiglio ha ribadito che interrompere gli aiuti significherebbe una resa, non una pace, confermando l'indirizzo del governo a favore del sostegno a Kiev e dell'atlantismo.

Medio Oriente, difesa europea e allargamento ai Balcani occidentali

Le comunicazioni della premier riguardano anche il Medio Oriente. La risoluzione richiama l'impegno per il piano di pace definito a Sharm el-Sheikh nel 2025, l'attenzione alla situazione in Libano e gli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni con Iran e Yemen. Tra le priorità figura anche la tutela della libertà di navigazione negli stretti della regione.

Sul fronte della difesa, il governo punta a rafforzare la capacità dell'Unione di rispondere alle minacce, nel rispetto delle competenze e delle responsabilità nazionali. Il tema si inserisce nel confronto sulla sicurezza europea, in un contesto segnato dalle tensioni internazionali e dalla guerra russa contro l'Ucraina.

Infine, la maggioranza chiede di sostenere il processo di allargamento dell'Ue, valorizzando in particolare i progressi del Montenegro e mantenendo un impulso analogo per tutti i Paesi dei Balcani occidentali.

Consiglio europeo, dopo il Senato il dibattito alla Camera

Dopo le comunicazioni al Senato, il percorso parlamentare prosegue con il dibattito, la replica della presidente del Consiglio e il voto sulle risoluzioni presentate dai gruppi. La maggioranza punta a un documento unitario, mentre le opposizioni hanno predisposto testi distinti, anche a causa delle divergenze sulla posizione da assumere rispetto all'Ucraina.

La discussione è prevista anche alla Camera, dove Meloni tornerà a intervenire prima del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. I leader dei Ventisette saranno chiamati a confrontarsi su competitività, energia, sostegno a Kiev, bilancio comune, Medio Oriente, difesa, migrazione e allargamento: dossier diversi, ma legati dalla questione di quanto l'Unione sia in grado di agire in modo coordinato davanti alle crisi internazionali.

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