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Cassazione respinge ricorso Asl Abruzzese, vittoria per medici

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Di ANSA
Si ferma il rialzo dei ricoveri ospedalieri
Si ferma il rialzo dei ricoveri ospedalieri

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">ROMA</span>, 06 <span class="caps">OTT</span> – Nessun piano di rientro messo in<br /> campo dalle Regioni per contenere la spesa sanitaria, compresi i<br /> provvedimenti dei commissari ad acta, puo’ tagliare le indennità<br /> di reperibilità domiciliare – anche in gruppo o in rete,<br /> superfestivi e servizio Adi e Pip – previste dagli accordi<br /> collettivi nazionali e integrativi in favore dei pediatri di<br /> libera scelta e dei medici di famiglia. Lo sottolinea la<br /> Cassazione che ha respinto il ricorso della Regione Abruzzo che<br /> insisteva nel sostenere che le delibere con misure di risparmio<br /> adottate dai direttori generali delle Asl e quelle del<br /> Commissario ad acta “hanno natura autoritativa ed inderogabile”<br /> in quanto perseguono “l’obiettivo del contenimento della spesa<br /> sanitaria e dell’equilibrio economico nel rispetto dei livelli<br /> essenziali di assistenza”. Si possono tagliare invece gli<br /> emolumenti previsti a ‘pioggia’ ma legati a rischi specifici. In<br /> particolare, con il verdetto 29137 depositato oggi dalla Sezione<br /> lavoro della Suprema Corte, gli ‘ermellini’ hanno respinto il<br /> ricorso della Asl di Avezzano Sulmona l’Aquila contro la<br /> decisione della Corte di Appello aquilana che il primo ottobre<br /> 2020 ha dato ragione alle proteste di Marco I., medico<br /> convenzionato di continuità assistenziale, contro la riduzione<br /> dei suoi guadagni prodotta dalla ‘tagliola’ caduta sulle<br /> indennità. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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