This content is not available in your region

Ascesa (e discesa) di Giuseppe Conte, "l'avvocato del popolo"

Access to the comments Commenti
Di Cristiano Tassinari  & Redazione Italiana di Euronews
Giuseppe Conte a Bruxelles, il 29 giugno 2018.
Giuseppe Conte a Bruxelles, il 29 giugno 2018.   -   Diritti d'autore  Olivier Matthys/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.   -  

Giuseppe Conte (58 anni), l'avvocato "difensore del popolo" (è una sua autodefinizione), originario di Foggia, sbucato praticamente dal nulla, eredita la guida del governo da Paolo Gentiloni e diventa Presidente del Consiglio il 1° giugno 2018, scelto dai Cinque Stelle (vincitori delle elezioni), con vicepremier Luigi di Maio e Matteo Salvini, insieme al quale, il 24 settembre, presenta il decreto-Salvini su sicurezza e immigrazione.

Da quel 1° giugno 2018, 28 mesi di governo (due governi, uno di centrodestra, l'altro di centrosinistra) e tanti avvenimenti vissuti tutti d'un fiato. 

Carisma e consensi personali

Con la sua eleganza e il suo atteggiamento mai sopra le righe, Conte guadagna carisma e consensi personali e, alla fine di luglio, vola alla Casa Bianca per incontrare il presidente americano Donald Trump, che - un anno dopo - in un tweet, sbaglierà il nome di battesimo di Conte, storpiandolo in "Giuseppi"...

Di fatto, però, il tweet di Trump "sponsorizza" Conte a rimanere a Palazzo Chigi.

Evan Vucci/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved
Giuseppe Conte e Donald Trump al vertice NATO di Londra. (4.12.2019)Evan Vucci/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved

Da "giallo-verde" a "giallo-rosso"

Infatti, il governo "giallo-verde" Cinque Stelle e Lega traballa e il 20 agosto 2019, dopo neppure 15 mesi, Conte - in Parlamento - accusa duramente Salvini di aver scatenato la crisi solo per interessi personali e di partito, quindi si reca al Quirinale, dal Presidente Sergio Mattarella, e presenta le sue dimissioni.

Gregorio Borgia/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved
20 agosto 2019: il celebre discorso di Conte, con l'attacco a Salvini.Gregorio Borgia/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved

Quando il 9 settembre Conte ottiene la fiducia per il suo secondo governo, stavolta "giallo-rosso", con la presenza del Partito Democratico al fianco dei grillini, Conte esce definitivamente dall'ombra in cui lo avevano costretto Di Maio e, soprattutto, Salvini e il premier comincia ad incarnare la figura dell'uomo forte e decisionista.

L'epoca-Covid

Mai avrebbe pensato di doverlo essere, per forza, nel momento in cui l'Italia è il primo paese europeo (primo caso: il 20 febbraio 2020 a Codogno) travolto dall'ondata del Covid-19, proveniente dalla Cina, che costringe Conte a decidere misure drastiche mai viste prima in Italia: a cominciare dal lockdown totale, annunciato l'11 marzo 2020 ("Stiamo lontani oggi per abbracciarci più forte domani" è il suo mantra), e che continuerà fino al 4 maggio 2020.

È l'epoca delle conferenze stampa e dei DPCM in diretta tv: c'è chi accusa Conte di eccessivo protagonismo, ma la sua popolarità è ormai alle stelle, tra fan e detrattori.

Roberto Monaldo/LaPresse
Una delle tante conferenze stampa in diretta tv di Giuseppe Conte durante la pandemia. (7.7.2020)Roberto Monaldo/LaPresse

Il trionfo per il "Recovery Fund"

La sua ascesa tocca l'apice a fine di luglio 2020: Conte esce dalla trattativa europea sulla quota di Recovery Fund da assegnare all’Italia con oltre 200 miliardi di euro a fondo perduto.

Lo sgambetto di Renzi, l'arrivo di Draghi

Poi qualcosa inizia a scricchiolare e l'ultima spinta, a Conte, la dà Matteo Renzi: costringendolo alle dimissioni, lasciando malvolentieri il posto a Mario Draghi, il cui nuovo governo giura il 13 febbraio 2021.
Sarà Draghi ad occuparsi di vaccinazioni e Green Pass...

Andrew Medichini/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Passaggio di consegne Conte-Draghi. (Roma, 13.2.2021)Andrew Medichini/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

Un outsider alle elezioni

E poi?
E poi Conte continua a guardare avanti: discute animatamente con Beppe Grillo, rompe definitivamente con Di Maio, 62.000 militanti pentastellati del web lo eleggono Presidente del Movimento Cinque Stelle e, adesso, è pronto ad affrontare - da outsider - la sua prima avventura elettorale.