Fingevano nozze per permessi di soggiorno,scoperti a Ravenna

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Di ANSA
In quattro patteggiano. Si arrivava a spendere fino 17.000 euro
In quattro patteggiano. Si arrivava a spendere fino 17.000 euro

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">RAVENNA</span>, 19 <span class="caps">GIU</span> – Un matrimonio combinato al solo<br /> scopo di ottenere il permesso di soggiorno, poteva costare fino<br /> a 17 mila euro. E a Ravenna, secondo quanto ricostruito dalla<br /> polizia, tra il 2016 e il 2018 ne erano stati celebrati almeno<br /> tre anche se quelli finora segnalati sono più del doppio. Una<br /> indagine, come riportato dai due quotidiani locali, che ha<br /> spinto di recente quattro persone, due uomini e due donne (tre<br /> di origine romena e una kosovara) a patteggiare pene comprese<br /> tra otto mesi e due anni di reclusione per violazione delle<br /> norme sull’immigrazione e per falso. Per un quinto componente del gruppo – un kosovaro<br /> considerato ispiratore del sistema – il fascicolo è tuttora<br /> pendente. Le indagini della Squadra Mobile della Polizia<br /> coordinate dal Pm Silvia Ziniti erano scattate da una<br /> segnalazione dall’estero su un matrimonio dubbio tra un kosovaro<br /> e una romena. Secondo le verifiche dell’apposita sezione della<br /> Mobile a cui hanno collaborato pure Comune e ufficio<br /> Immigrazione, erano infatti kosovari i mariti che, grazie alle<br /> false nozze, ricevevano documenti comunitari. Ed erano romene<br /> (in un caso pure una italiana) le mogli che in cambio di danaro<br /> si prestavano al fatidico sì: in questo modo avevano indotto in<br /> errore quegli assessori ravennati che, in qualità di ufficiali<br /> di stato civile, in buona fede avevano celebrato le nozze. Il<br /> leader del contestato sodalizio criminale è accusato anche di<br /> estorsione. Secondo gli inquirenti nel dicembre 2019 aveva iniziato a<br /> vessare una giovane romena che voleva avviare le pratiche di<br /> separazione da un kosovaro prima che questi ottenesse il<br /> permesso di soggiorno. Era accaduto che la ragazza si fosse<br /> fidanzata con un italiano: e allora il presunto capo della banda<br /> aveva cominciato a seguirla a piedi e in auto per minacciare lei<br /> e il nuovo compagno affinché la separazione non fosse<br /> formalizzata prima dell’arrivo dei documenti per il kosovaro.<br /> (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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