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125 Comuni senza acqua: la siccità del Po più grave dal 1952

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Di Samuele Damilano
fiume Po
fiume Po   -   Diritti d'autore  ALBERTO PELLASCHIAR/AP   -  

Razionamento dell’acqua potabile per 125 Comuni nel Nord d'Italia: clima desertico, niente più risorse idriche. In Italia il cambiamento climatico sta avendo effetti mai visti. Il livello del fiume Po è sotto i 3 metri della media, i danni dell'agricoltura sono stimati per un miliardo.

“La neve sulle Alpi è totalmente esaurita”

Isole di sabbia dove teoricamente dovrebbe scorrere l’acqua. Fili d’erba che fanno pensare a un’oasi, piuttosto che a un fiume: cento Comuni in Piemonte e 25 nella provincia di Bergamo hanno bloccato l’erogazione di acqua potabile, dopo la richiesta di Utilitalia, l’associazione che riunisce i gestori degli acquedotti. 

L’allarme è stato lanciato dall’'Osservatorio sulla crisi idrica del fiume Po, che si è riunito in seduta straordinaria a Parma chiamando a raccolta gli esperti dell'Autorità di bacino, che fa capo al ministero della Transizione ecologica, ma anche Regioni e Protezione civile.

«In alcuni territori non piove da 110 giorni», riferisce Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità distrettuale del Fiume Po. 

«Sono già in azione le autobotti per l’approvvigionamento di acqua perché i serbatoi locali afferiscono a sorgenti che non ci sono più. La neve sulle Alpi è totalmente esaurita».

I livelli dei laghi sono ai minimi storici, quello del lago Maggiore vicino al minimo storico dal 1946.

Il disagio dei raccolti

Oltre al disagio che riguarda l’acqua potabile, l’agricoltura è il settore più colpito: secondo la Cia, la Confederazione italiana agricoltori, ci sarà una riduzione della produzione ortofrutticola nella Pianura padana tra il 30 e il 40%.

“Siamo appena all’inizio della stagione, con il livello del Po al minimo storico (quindi senza scorte), con il 25% di precipitazioni in meno rispetto alla media dell’ultimo ventennio”, ha affermato Marco Piccinini, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Emilia. 

Dare acqua ai frutteti costerà 430 euro di energie elettrica. Nel 2020, la stessa voce era di 92 euro. I danni stimati per un miliardo di euro. 

Anche le centrali idroelettriche potrebbero subire danni per la mancanza d’acqua e la difficoltà di raffreddamento causata dalle alte temperature. 

Come se non bastasse, i livelli di cuneo salino, ovvero il sale che dal mare va verso il delta del fiume, sono saliti vertiginosamente: "La stima di risalita è aumentata rispetto il precedente Osservatorio sia in condizioni di alta che di bassa marea, con valori massimi di intrusione stimati rispettivamente di 15 e di 20 km", si legge nel report del 10 giugno dell'autorità distrettuale del Po. Un livello molto più alto della media, che potrebbe alterare l'equilibrio minerale dell'acqua potabile.

Un quadro a tinte fosche, dunque, che non sembra destinato a schiarirsi.