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Teatro: piace il Turco al Carlo Felice di Genova

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Di ANSA
In scena nonostante uno sciopero. Cresce tensione tra maestranze
In scena nonostante uno sciopero. Cresce tensione tra maestranze

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">GENOVA</span>, 11 <span class="caps">GIU</span> – Lo sciopero dichiarato dalla<br /> Cgil non ha fermato ieri sera la prima dell’ultimo titolo del<br /> cartellone lirico del Teatro Carlo Felice di Genova. “Il turco<br /> in Italia” di Rossini è andato regolarmente in scena, con la<br /> sola limitazione nell’utilizzo delle luci: sono mancati effetti<br /> previsti nella sua regia da Italo Nunziata. L’agitazione era stata dichiarata nei giorni scorsi<br /> essenzialmente per problemi di organico e di indennità. E’ il<br /> secondo sciopero dichiarato nel giro di poche settimane in<br /> Teatro, a dimostrazione di un clima probabilmente in crescente<br /> tensione. “Il turco in Italia” è stato presentato in una edizione<br /> “giovane”. Il cast era formato dai cantanti partecipanti<br /> all’Accademia di Alto perfezionamento vocale creata in Teatro<br /> nel 2020 e diretta da Francesco Meli. Un progetto che sta dando<br /> buoni frutti mettendo in luce giovani di buone potenzialità,<br /> certamente ancora da affinare e maturare, anche perché l’opera<br /> rossiniana è tutt’altro che facile. L’allestimento si basava sul<br /> magnifico impianto scenico creato da Lele Luzzati con i costumi<br /> di Santuzza Calì che il pubblico genovese ha ammirato l’ultima<br /> volta nel 2009. Cogliendo genialmente l’idea pirandelliana di “teatro nel<br /> teatro” realizzata da Rossini con la presenza in scena del poeta<br /> che manovra i personaggi, Luzzati ha immaginato in scena un<br /> teatro all’italiana con tanti palchi animati da maschere<br /> napoletane. E il regista Italo Nunziata ha saputo sfruttare al<br /> meglio la scenografia di Luzzati giocando con i personaggi<br /> principali, ma anche con i tanti Pulcinella che si rendono<br /> protagonisti di gags e accompagnano con gusto e ironia l’azione. Il direttore Sesto Quatrini ha puntato su una lettura<br /> incisiva, ritmicamente aggressiva, ha aperto tutti i tagli e<br /> riscritto le cadenze adattandole al cast a disposizione. Una<br /> interpretazione piacevole nel complesso, a tratti però un po’<br /> troppo accelerata con conseguenti problemi per le voci e per<br /> l’insieme. Lodevole, nel complesso, il cast: Iolanda Massimo (Fiorella),<br /> Francesco Auriemma (Geronimo), Omar Cepparolli (Selim),<br /> Gabriella Ingenito (Zaida), Nicola Zambon (Prosdocimo), Antonio<br /> Mandrillo (Don Narciso), Matteo Straffi (Albazar). (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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