Ucraina: "aiuti non autorizzati", multa a volontari sardi

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Di ANSA
Sanzione in Austria, camion aveva portato medicinali e vestiti
Sanzione in Austria, camion aveva portato medicinali e vestiti

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">CAGLIARI</span>, 24 <span class="caps">MAG</span> – Multati in Austria di ritorno<br /> dall’Ucraina. Motivo? “Aiuti umanitari non autorizzati”. Lo<br /> denuncia la rete associativa Anas, che da alcune settimane con i<br /> propri volontari fa la spola tra Italia e Ucraina per portare<br /> aiuti alle popolazioni sotto le bombe e trasportare al sicuro<br /> famiglie in fuga dalla guerra. La sanzione ha colpito il tir<br /> della coop “Budoni Soccorso” tra la sorpresa dei volontari<br /> impegnati nella missione. Milleseicento euro e spicci, da pagare<br /> subito per evitare il sequestro del mezzo. E così ha dovuto fare<br /> il presidente della coop, Giacinto Congiu, quando ormai<br /> mancavano pochi chilometri dal confine italiano e il tir era<br /> vuoto: medicinali e vestiti erano stati già consegnati. Gli agenti hanno contestato la mancata comunicazione di<br /> viaggio, senza indicare, spiega l’associazione, quali norme<br /> siano state violate. Nel tir sono ben visibili tutte le insegne<br /> di Anas. Non solo: Congiu ha mostrato la lettera su carta<br /> intestata di Anas Italia inviata regolarmente prima della<br /> partenza al ministro degli Esteri italiano e a quello<br /> dell’Interno. Si tratta del secondo viaggio effettuato dallo<br /> stesso tir verso l’Austria e anche su questo gli agenti hanno<br /> avuto da dire: “Vi tenevamo d’occhio perché ci eravate sfuggiti<br /> l’altra volta”. Della vicenda si sta occupando la presidenza<br /> nazionale dell’associazione, che ha dato incarico all’avvocato<br /> Renato Chiesa del Foro di Cagliari di valutare un ricorso. “E’ a rischio il futuro delle nostre missioni – spiega<br /> all’<span class="caps">ANSA</span> il presidente del dipartimento protezione civile della<br /> rete associativa, Claudio Cugusi – Noi siamo volontari, ci<br /> quotiamo per tutto. Possiamo varcare il mare grazie alle<br /> compagnie di navigazione quando partiamo dalla Sardegna.<br /> Organizziamo eventi di autofinanziamento in tutta Italia per<br /> poterci permettere il costo delle trasferte. Se arrivano botte<br /> del genere – chiarisce – è evidente che non siamo più in grado<br /> di portare i nostri aiuti alla frontiera polacca o, come<br /> accuduto questa volta, a Kramatorsk, in Ucraina”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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