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Omicidio Arce: imputata in aula, non abbiamo ucciso Serena

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Di ANSA
30 anni per il padre e 21 anni per la madre
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<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">ROMA</span>, 13 <span class="caps">MAG</span> – “Non abbiamo ucciso Serena, non siamo<br /> stati noi”. E’ quanto ribadito, davanti ai giudici della Corte<br /> d’Assise di Cassino, Anna Maria Mottola accusata, assieme al<br /> marito Franco, ex maresciallo dei carabinieri di Arce, e al<br /> figlio Marco, dell’omicidio di Serena Mollicone, uccisa il primo<br /> giugno del 2001 nel centro del frusinate. Alla sbarra anche il<br /> maresciallo Vincenzo Quatrale (concorso in omicidio) e<br /> l’appuntato Francesco Suprano a cui è contestato il<br /> favoreggiamento. Nel corso dell’esame la donna ha sostanzialmente detto quanto<br /> già dichiarato dal figlio nell’udienza dell’11 maggio scorso.<br /> L’imputata, riferendosi alla porta della caserma di Arce dove<br /> Mollicone, secondo l’accusa, è stata scaraventata rimanendo<br /> priva di sensi, ha affermato “di non aver notato che quella sera<br /> era stata tolta, non feci caso al fatto che era stata rimossa”. Secondo l’impianto accusatorio Serena venne colpita mentre si<br /> trovava nella caserma e cadde priva di sensi a causa di alcune<br /> fratture craniche: fu lasciata in quelle condizioni per<br /> quattro-sei ore prima di essere uccisa dal nastro adesivo che<br /> gli venne applicato sulla bocca e sul naso provocandone il<br /> soffocamento. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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