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La "Marcia dei vivi" in ricordo delle vittime dell'Olocausto. Commemorazioni in Polonia e Israele

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Di Debora Gandini
La Marcia dei Vivi
La Marcia dei Vivi   -   Diritti d'autore  AP Photo/Czarek Sokolowski   -  

Una corona di fiori al Muro della Morte. Come ogni anno in Polonia ad Auschwitz-Birkenau migliaia di persone hanno partecipato alla tradizionale Marcia dei Vivi. Un appuntamento commemorativo dell'Olocausto. Accanto al presidente polacco, Andrzej Duda, studenti, sopravvissuti, e tante famiglie per non dimenticare quanto accaduto.

Una camminata lenta di 3 km, dal cancello dell'ingresso principale del campo di sterminio di Auschwitz fino a quello di Birkenau, accompagnata da canti, preghiere e striscioni contro l'antisemitismo. La tradizionale marcia si tiene ogni anno nella Giornata del ricordo dell'Olocausto, celebrata come una tra le massime ricorrenze in Israele il 27esimo giorno di Nissan in base al calendario ebraico che quest'anno corrisponde al 28 aprile su quello gregoriano.

Dala Polonia a Israele. Una lunga fila di auto ferme e il suono delle sirene per onorare e ricordare i 6 milioni di ebrei sterminati dai nazisti e dai loro alleati. Così Tel Aviv ha celebrato il Giorno della Shoah, Durante la manifestazione sono brevi video hanno ripercorso la storia di sei sopravvissuti. A Gerusalemme il primo Ministro Naftali Bennett e altri funzionari hanno deposto corone di fiori al Museo della Memoria.

A morire nelle camere a gas, o per il freddo e la fatica, la fame e la malattia o ancora perchè vittime di esperimenti di laboratorio, ad Auschwitz, sono state oltre 1 milione e mezzo di persone, soprattutto ebrei, ma anche prigionieri politici, sinti, rom, disabili e omosessuali. Il 27 gennaio del 1945 il campo viene liberato dall'Armata Rossa.

La commemorazione, cancellata negli ultimi due anni a causa della pandemia, quest’anno è stata particolarmente significativa per la guerra in Ucraina.