Ucraina:medico racconta,trapianto staminali in rifugio antiaereo

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Di ANSA
Dottoranda a Oncologico Bari, moriremo per la nostra libertà
Dottoranda a Oncologico Bari, moriremo per la nostra libertà

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">BARI</span>, 26 <span class="caps">FEB</span> – In Ucraina, da quando è iniziata la<br /> guerra, si cerca di dormire facendo i turni. Quando suonano le<br /> sirene bisogna correre dalle abitazioni ai rifugi antiaerei che<br /> a volte devono fungere anche da ospedali. Come nel caso di una<br /> equipe di oncologi che ha dovuto fare un trapianto di cellule<br /> staminali a un paziente. Lo racconta all’<span class="caps">ANSA</span> il medico 31enne<br /> Tetiana Skrypets, che proviene da Kiev e vive da tre anni in<br /> Italia. Al momento è dottoranda di ricerca dell’Istituto Tumori<br /> di Bari dove, con il team di ematologia di Attilio Guarini, ha<br /> collaborato per diverse pubblicazioni scientifiche. “I miei<br /> colleghi dell’istituto oncologico ucraino – sottolinea – hanno<br /> fatto un trapianto autologo di cellule staminali a un paziente<br /> in un rifugio antiaereo, vi rendete conto? Per me sono eroi,<br /> salvano vite mentre c‘è chi cerca di uccidere tutti. Quando<br /> pianifichi la procedura del trapianto autologo non puoi<br /> prevedere che scoppierà una guerra. Si fa un corso di chemio ad<br /> alte dosi e quando arriva il ‘giorno zero’ devi fare la<br /> trasfusione di staminali. Purtroppo per questo paziente il<br /> giorno zero era quello dell’inizio della guerra e negli ospedali<br /> c’era il rischio di essere bombardati”. Tetiana è in contatto costante con i suoi genitori che<br /> vivono nella capitale: “Da ieri mattina fanno la sponda tra casa<br /> e i rifugi antiaerei, quando sentono le sirene scappano. Poi<br /> fanno i turni, come tutti, per dormire, ma in realtà non dormono<br /> mai”. Tetiana sottolinea che questa è “una guerra diversa” e che<br /> quando tutto sarà finito “nulla tornerà come prima”. Intanto<br /> assicura che il popolo ucraino farà “di tutto per non mollare:<br /> anche se non abbiamo la stessa potenza della Russia, siamo<br /> fortissimi psicologicamente e siamo pronti a morire per la<br /> nostra libertà. Siamo un popolo indipendente e non abbiamo paura<br /> di combattere e difenderci”. Tetiana confessa che prova “tanta rabbia” in questo momento e<br /> precisa che “aveva tanti amici anche in Russia”. “Tanti di loro – sottolinea – mi inviano messaggi dicendo che sono dalla nostra<br /> parte ma hanno paura di scendere in strada a manifestare perché<br /> temono di essere imprigionati, mentre noi non abbiamo paura<br /> neppure di morire”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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