Donbass, aria di festa dopo il riconoscimento di Mosca

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Di Debora Gandini
Bandiere russe per le strade di Donetsk
Bandiere russe per le strade di Donetsk   -   Diritti d'autore  Diritti d'autore Screengrab

C’è aria di festa a Donetsk e Lugansk, le due autoproclamate repubbliche nel Donbass ora riconosciute dal presidente Vladimir Putin. Molti abitanti sperano nell'arrivo dei soldati russi. Fino ad ora dell’esercito non c’è traccia ma molti residenti si sono resi disponibili a combattere tra le forze separatiste.

C’è chi ripone tutta la speranza nei militari russi perché, ci racconta un uomo, senza di loro sarebbe impensabile battere l'esercito ucraino. Di fatto, la Russia era già presente in maniera non ufficiale in Ucraina, già dal 2014, grazie alla presenza dei separatisti filo-russi nel Donbass.

Per tante persone che vivono in questa zona la Russia viene vista come una sorta di aiuto e protezione dopo otto anni di conflitto con Kiev. In un villaggio a pochi chilometri dal confine a differenza dei giorni scorsi è tornata un po’ di tranquillità.

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C’è poi chi sostiene che la mossa di Putin doveva essere fatta molto tempo prima. Forse non ci sarebbe stato quella guerra, e tutte quelle case distrutte. Intanto le auto sfilano nel centro di Donetsk per celebrare il riconoscimento da parte di Mosca delle due repubbliche separatiste dell'Ucraina orientale, dove sventolano le bandiere russe.

Donetsk, 900.000 abitanti, è una storica città di minatori: la parte filo-russa della popolazione, comunque una minoranza, ha accolto con favore l'intervento del presidente Putin, ma le tensioni restano altissime nella regione, con scontri armati tra le forze ucraine e i separatisti segnalati in varie zone del Donbass.