Il confine della discordia. Feriti due soldati polacchi negli scontri con migranti dalla Bielorussia

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Di Debora Gandini
Il confine della discordia. Feriti due soldati polacchi negli scontri con migranti dalla Bielorussia
Diritti d'autore  WOJTEK RADWANSKI/AFP   -  

La situazione diventa sempre più pesante alla frontiera tra Polonia e Bielorussia. Due soldati polacchi sono rimasti feriti dopo che i migranti hanno cercato di abbattere la recinzione di filo spinato che divide i due paesi dove sono stati rafforzati i controlli. Da tempo Varsavia accusa il regime del Presidente Alexander Lukashenko di fomentare la tensione inviando migranti per lo più mediorientali verso gli stati dell'Unione europea, usandoli come arma di ricatto per le sanzioni di Bruxelles.

Da quanto si apprende dalla portavoce delle guardie di frontiera polacche Anna Michalska i militari colpiti con sassi non sono in pericolo di vita e hanno già lasciato l'ospedale. I migranti sono stati molto violenti ma nonostante questo sono stati fermati.

Intanto il ministro della Difesa polacco Mariusz Blaszczak ha annunciato che la Polonia aumenterò fino a 10.000 il numero delle sue truppe schierate in aiuto alle guardie di frontiera. Una decisone presa dopo una lunga serie di incidenti e scontri lungo il confine. Al momento Varsavia ha dispiegato un totale di 6.000 militari.

La questione relativa alla crisi migratoria è stata al centro del recente Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione europea che ha ribadito ancora una volta che utilizzare i migranti per scopi politici è una pratica inaccettabile.

Da mesi centinaia di donne e uomini provenienti da Medio Oriente e Afghanistan vengono spinti dalla Bielorussia a varcare il confine polacco, in diversi modi. Molti di loro sono riusciti a superare i controlli ed arrivare fino in Germania. Il governo di Berlino ha fatto sapere di gradire l'implementazione dei controlli alle frontiere tanto in Polonia quanto nelle Repubbliche Baltiche.

L'eterna tentazione del muro anti-migranti

La Polonia governata dai conservatori ha chiesto 350 milioni di euro e ha mobilitato migliaia di soldati al confine per costruire una barriera alla frontiera con la Bielorussia. Da agosto migliaia di migranti che hanno cercato di attraversare il confine in un movimento migratorio istigato dalla Bielorussia, secondo l’Ue, per le sanzioni imposte al Presidente.

Anche la Lituania ha lanciato la costruzione di una recinzione di filo spinato lungo il confine con la Bielorussia. Se non ci sono muri e fili spinati ci sono le pattuglie, le ronde, i controlli: "Fortresse Europe", è stato plasticamente chiamato il vecchio continente che siano Bruxelles o i singoli Stati a volersi blindare. Ad oggi, almeno formalmente, la spinta centrifuga sembra partire più da certe capitali: la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha recentemente sostenuto che l'Ue non finanzierà muri e barriere di filo spinato contro i migranti.