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Enea, un nuovo modello prevede l'innalzamento del Mediterraneo

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Enea, un nuovo modello prevede l'innalzamento del Mediterraneo

Enea, un nuovo modello prevede l'innalzamento del Mediterraneo
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Un nuovo modello climatico per poter prevedere meglio e in modo più dettagliato l'innalzamento delMar Mediterraneo. Lo hanno presentato i ricercatori dell'Enea, che hanno lavorato insieme al MIT di Boston e alla comunità scientifica italiana. Il nuovo modello è possibile grazie al supporto del supercalcolatore CRESCO6 dell’Enea che integra dati oceanografici, geologici e geofisici. Il vantaggio, spiega il presidente dell'Enea, è che permette previsioni molto più specifiche su dove si innalzerà il mare.

"Ci sono delle illustrazioni interessanti, dei modelli interessanti sviluppati con la capacità di calcolo che ha l'Enea che ci spiegano, che riescono a circoscrivere in ambiti molto specifici, molto localizzati dove ci saranno queste conseguenze e che conseguenze saranno, se non facciamo niente", spiega Federico Testa.

Per la prima volta in Italia si sono riuniti esperti di organizzazioni nazionali e internazionali. Una due giorni durante la quale è stato presentato il nuovo modello climatico e si è lanciato l'allarme: sette nuove aree costiere sono a rischio inondazione entro la fine del secolo per l'innalzamento del Mar Mediterraneo in Italia, sia a causa dei cambiamenti climatici che delle caratteristiche geologiche della penisola.

Un problema che coinvolge Abruzzo, Puglia, Sicilia, Sardegna e Isola d'Elba. In Italia continentale sono state individuate quattro località: tre in Abruzzo – Pescara, Martinsicuro (Teramo) e Fossacesia (Chieti) – e una in Puglia – Lesina (Foggia) – con previsione di arretramento delle spiagge e delle aree agricole. Le altre tre zone individuate sono tutte sulle isole con differenti estensioni a rischio, dai 6 km2 di perdita di territorio a Granelli (Siracusa), ai circa 2 km2 di Valledoria (Sassari), fino a qualche centinaio di m2 a Marina di Campo sull’Isola d’Elba (Livorno).

Le nuove aree costiere vanno a sommarsi a quelle considerate già a rischio, come ad esempio l'area costiera compresa tra Trieste, Venezia e Ravenna.