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Vertice UE, cosa dice il testo dell'accordo raggiunto sui migranti

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Vertice UE, cosa dice il testo dell'accordo raggiunto sui migranti

Vertice UE, cosa dice il testo dell'accordo raggiunto sui migranti
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REUTERS/Eric Vidal
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Il premier italiano Conte si è soffermato con la stampa dopo il vertice europeo a Bruxelles per spiegare i punti principali dell'accordo raggiunto all'alba. Questo il documento che illustra le conclusioni, in formato integrale.

Nel video potete è lo stesso Presidente del Consiglio ad illustrarne una sintesi.

I punti chiave del documento

L'accordo non aggiorna le regole europee sull'asilo né apporta modifiche al sistema, rinviando i provvedimenti da prendere ad altre sedi. Non prevede quote o sanzioni per i paesi europei che non accolgono alcun richiedente asilo né viene specificato come modificare il Regolamento di Dublino. Come scrive Il Post, parole dure anche sui _secondary movements, _cioè gli spostamenti dei migranti in un paese diverso da quello in cui hanno fatto richiesta di asilo, che l’Italia invece avrebbe avuto ogni interesse a incentivare: "minacciano l’integrità del sistema di immigrazione europeo e l’area di Schengen, quindi gli stati membri dovrebbero prendere ogni provvedimento legislativo e amministrativo per contrastarli".

  • Sforzo "condiviso" per trasferire i migranti in centri sorvegliati di altri stati membri, ma su base volontaria; la ridistribuzione dei richiedenti asilo tra alcuni Stati membri sarà dunque possibile solo per quei paesi in prima linea che istituiranno i centri chiusi. Come chiesto dai paesi di Visegrad, la ridistribuzione dei richiedenti asilo si effettuerà "su base volontaria" e "senza pregiudizio per la riforma di Dublino";

  • Esaminare rapidamente

il concetto di piattaforme di sbarco regionali, in stretta cooperazione con i paesi terzi interessati e con l'UNHCR e l'OIM. Si tratta di centri di sbarco e accoglienza nei Paesi terzi e quelli volontari in Europa. Sui quali, assicura Conte, ci riserveremo una eventuale decisione "al livello governativo in modo collegiale" ma, precisa, "direi che non siamo assolutamente invitati a farli";

  • Maggior sostegno a fianco delle autorità libiche ma anche a stati di partenza dei flussi come il Marocco;
  • Mantenimento dell'accordo UE-Turchia e maggiori sforzi finanziari per i paesi di transito;
  • Necessità di riformare il regolamento di Dublino;
  • Maggiori finanziamenti alla cooperazione e sviluppo in Africa e rifinanziamento del Fondo fiduciario per l'Africa; trasferire 500 milioni di euro dal Fondo europeo di sviluppo per rifinanziare il trust Fund per l'Africa;

  • Necessità di rafforzare il mandato a Frontex;

La cronaca della mattinata

"E' stato un lungo negoziato, ma l'Italia da oggi non è più sola". Il premier Giuseppe Conte, lasciando all'alba il vertice europeo, visibilmente soddisfatto, elenca un articolo dopo l'altro il testo delle conclusioni del summit per dimostrare come i partner Ue abbiano recepito e sottoscritto molte delle richieste del piano in dieci punti presentato da Roma. Sono da poco passate le 4.30 quando il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, dopo una maratona di trattative durata 13 ore in totale, otto e mezzo delle quali dedicate ai migranti, annuncia l'accordo a 28 sul dossier migranti. Poco dopo i leader iniziano ad uscire alla spicciolata dal palazzo del consiglio europeo.

Tra i primi il presidente francese Emmannuel Macron. In molti avevano previsto "che non ci sarebbe stato un accordo, che sarebbe stato il trionfo delle soluzioni nazionali. Stasera siamo riusciti a trovare una soluzione europea", commenta soddisfatto. Poi arriva Angela Merkel che definisce "un buon segnale" il fatto che sia stato raggiunto un accord a 28. La cancelliera, che rischia la tenuta del suo governo, è riuscita ad ottenere il riferimento ai movimenti secondari. "I paesi - si legge nel documento - devono prendere tutte le misure necessarie e collaborare strettamente tra di loro per contrastare i movimenti secondari". Si tratta ora di capire se basterà al ministro falco Horst Seeheofer. Il più analitico è Conte, il professore, che cita uno ad uno gli articoli del documento sull'immigrazione.

Il premier assicura che l'Italia è soddisfatta, "è stata una lunga trattativa", dice lasciando il palazzo quando ormai albeggia, ma da questo vertice esce un'Europa più responsabile e solidale". Secondo il premier polacco Mateusz Morawiecki, la chiave che ha aperto la porta ad un'intesa, è stata la volontarietà di partecipare ai meccanismi che sono stati introdotti. Di sicuro i leader sono riusciti a trovare un compromesso su cui pochi avrebbero scommesso alla vigilia della riunione e l'Italia porta a casa un segnale forte dopo una trattativa a tratti anche dura, portata avanti dall'inizio con l'intenzione di chiudere a 28. Dal vertice è anche venuto il via libera al rinnovo delle sanzioni alla Russia, che ora dovranno essere adottate formalmente.

La Tunisia dice "no"

Intanto la Tunisia ha già rigettato la proposta europea: la creazione dei campi di accoglienza in Africa, secondo il ministro degli Esteri tunisino, Khemaies Jhinaoui, tocca un principio di sovranità, che non può essere accettato.