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Le flottiglie della libertà

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Nel 2012Charlie Andreasson partecipò alla missione Ship to Gaza Sweden a bordo della SV Estelle - battente bandiera della Finlandia -, che arrivò 30 miglia al largo della costa di Gaza, prima di essere intercettata dalla flotta israeliana. Le persone a bordo vennero rapite, imprigionate e poi deportate. Andreasson ci vuole riprovare ora. "Per me è una questione di coscienza", ha dichiarato Andreasson ai microfoni di euronews. "Se uno dei miei figli viene e mi dice 'hey papà, sai cosa sta succedendo laggiù, perché non fai qualcosa?' Devo assolutamente dargli una risposta".

L'istruttore canadese John Turnbull ha l'incarico di addestrare i partecipanti, affinché non usino violenza contro la marina militare isrealiana. "Non vogliamo che nessuno si faccia del male, né noi, né loro", ha spiegato Turnbull.

Negli ultimi dieci anni sono stati fatti molti tentativi, per sollevare l'attenzione dell'opinione pubblica in favore di Gaza, inviando flottiglie. La prima - e forse più famosa - fu la Freedom Flotilla, la quale imbarcazione Mavi Marmara venne intercettata in acque internazionali nel 2010. Nove attivisti vennero uccisi e dieci soldati israeliani rimasero feriti.

"Non siamo affiliati a nessun gruppo politico, né in Palestin, né fuori", spiega Zohar Chamberlain Regev, che fa parte della Freedom Flotilla dal 2012. "Abbiamo a cuore gli interessi israeliani, perché pensiamo che il rispetto dei diritti umani e il rispetto del diritto internazionale siano positivi per tutti coloro che vivono in quella zona".